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Quali sono i cocktail più buoni del mondo? Ecco la classifica completa

Le miscele migliori al mondo per l’anno 2022 spaziano dai cocktail internazionali IBA ai grandi classici della miscelazione con le loro variazioni. E il primo posto è decisamente una sorpresa. Qui abbiamo raccolto i 50 cocktail più buoni del mondo secondo la classifica di Drinks International.

I 50 cocktail più buoni del mondo 2022

Anche quest’anno possiamo dirvi con certezza quali siano i 50 cocktail più buoni del mondo. La classifica per il 2022 dei drinkpiù bevuti è apparsa, come di consueto, su Drinks International, grande riferimento per chi vuole monitorare costantemente il mondo della mixology e tutte le sue novità.

Tra i cocktail più buoni del mondo non mancano certamente i grandi classici della miscelazione, reperibili al bancone di qualsiasi locale voi vogliate. Miscele più amaricanti e pungenti, altre che invece ne sono l’opposto, dolci, esotiche, ma non necessariamente da gustare solo con le alte temperature.

Non vogliamo dilungarci molto, l’elenco è lungo. Ecco quali sono i 50 cocktail più buoni del mondo del 2022

50. Pisco Punch

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Cominciamo dalla fine, ma con una nota iniziale di romanticismo: infatti, per anni e anni la ricetta del Pisco Punch non è mai stata scritta, ma soltanto tramandata di bancone in bancone da un bartender all’altro. Il drink fu ideato da Jerry Burns -anche se molti affibbiano la paternità a Duncan Nicol- presso il locale Bank Exchange di San Francisco. Arriva a noi così: ananas, succo di limone, pisco e sciroppo di zucchero.

49. Sidecar

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Brandy, triple sec e succo di limone. Il Sidecar è un vero concentrato di note secche e amaricanti, dove il ruolo del limone sembra in parte donare freschezza e in parte rincarare il sapore spigoloso del drink, nato durante gli anni della Prima Guerra Mondiale in un cocktail bar parigino.

48. Corpse Reviver #2

L’allievo che supera il maestro? Lo vedremo procedendo con la classifica. Possiamo dirvi che in generale, alcuni preferiscono il cocktail Corpse Reviver #2 rispetto al #1. La sua ricetta è presente nel famosissimo The Savoy Cocktail Book, la bibbia di Harry Craddock. La miscela è molto agrumata: liquore all’arancia e limone, vermouth bianco e gin.

47. Blood & Sand

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Dove il sangue è il brandy alle ciliegie e la sabbia il succo dorato d’arancia. Insieme a un buon scotch whisky e vermouth dolce. Il Blood & Sand si ispira all’omonimo film: è una giornata assolata dov’è bene, nonostante la luce del sole, restare in guardia perché ogni sorso, denso e corposo, vedrete, può essere capace di tutto.

46. Tommys Margarita

Il Tommy’s Margarita si prepara nell’omonimo bar di San Francisco, ma è diventato famoso e bevibile ovunque -specialmente perché, grazie alla ricetta, chiunque può prepararlo a casa: basta sostituire lo sciroppo di agave con il liquore all’arancia in quella di un classico Margarita. Non dimenticate l’attore principale, il tequila.

45. Irish coffee

Vi abbiamo già raccontato la storia dell’Irish coffee. Una storia che parla di creatività ed idrovolanti. Il drink, com’è intuibile, nasce in Irlanda e si serve caldo. È confortante, dolce, e decisamente alcolico. Non fatevi ingannare dalla crema di latte in cima.

44. Bobby Burns

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Un drink che sembra onorare il poeta scozzese Robert Burns, presente anche lui nel The Savoy Cocktail Book di Harry Craddock. Nella struttura è un Manhattan che però include scotch whisky e liquore normanno Bénédictine.

43. Last Word

Un cocktail che è rinato nel 2004, dopo essere stato preparato a Seattle presso lo Zig Zag Café. Il cocktail Last Word non ha dunque avuto una vita sola. Come gli ingredienti, che sono molti di più: liquore verde alle erbe francese, gin, maraschino e lime.

42. Painkiller

Il nome del cocktail -tradotto antidolorifico- è assolutamente credibile, visti gli ingredienti che lo compongono: crema di cocco, rum, ananas e succo d’arancia. La miscela è dolce ed era forse il fulcro del Soggy Dollar Bar che attirava tantissimi appassionati di mixology.

41. Ti’ Punch

Eccezionale se preparato portando a bollore il succo crudo della canna per ricavarne uno sciroppo piuttosto denso. Il cocktail Ti’ Punch oscilla tra una Capirinha e un Daiquiri, ha la secchezza del rum e del succo di lime. Da provare.

40. Hanky Panky

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A prepararlo fu, agli inizi del 1900, la barlady Ada Coleman per l’attore Charles Hawtrey, presso The Savoy American Bar a Londra. L’Hanky Panky è molto secco, preparato con gin, vermouth rosso, fernet e twist d’arancia.

39. Cosmopolitan

Pare sia originario del 1934, questo drink che però ha goduto di una straordinaria popolarità grazie alla serie tv Sex and The City. Riconoscibile per via dell’iconica coppetta in cui è servito, il Cosmopolitan unisce vodka, succo di lime, di mirtillo rosso e triple sec.

38. Ramos Gin Fizz

Il Ramos Gin Fizz prende il nome dal bartender che lo preparò per la prima volta a New Orleans nel 1888. La lista degli ingredienti è lunga: gin, succo di lime e di limone, sciroppo di zucchero, acqua aromatizzata ai fiori d’arancio, crema, albume d’uovo e un finale frizzante, con un top di soda.

37. Bellini

Tra le miscele italiane più sparkling e conosciute in tutto il mondo c’è il candido Bellini, dalle tinte tenui, preparato per la prima volta a Venezia presso il famoso Harry’s Bar, nel 1945, da Giuseppe Cipriani. Purea di pesca e prosecco. Il resto è storia.

36. Bee’s Knees

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Gin, succo di limone e miele: il Bee’s Knees ha sicuri benefici qualora abbiate preso troppo freddo. La miscela è nata con l’inganno, proprio negli anni del Proibizionismo, quando si doveva camuffare in ogni modo possibile, la circolazione di superalcolici.

35. Long Island Iced Tea

In questo cocktail c’è la qualsiasi: rum, vodka, gin, tequila, triple sec, sciroppo di zucchero, cola, succo di limone e di lime. Non a casaccio, ma in egual dose. Il Long Island Iced Tea raggiunse la sua popolarità negli anni ’80 anche se le sue origini risalgono probabilmente ai ’70, a opera di Robrt Butt a Oak Beach Inn in Babylon, New York.

34. Aviation

Si potrebbe definire un Gin Sour, ma più bilanciato grazie alla presenza del liquore al maraschino. Il gin gioca con il liquore alla crema di violetta, che dona al drink degli impulsi blu. Dell’Aviation si parlò la prima volta nel 1916.

33. Vesper

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Il riferimento a Ian Flaming è d’obbligo. Quello a James Bond pure, poiché è proprio da queste due personalità che nasce questo drink che è una variazione del Martini Dry. Gin, vodka e vermouth.

32. Old Cuban

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Spumante, bitter angostura, foglie di menta, rum invecchiato, succo di lime. L’Old Cuban è un incrocio tra un French 75 e un Mojito questo drink di estrema freschezza che è nato da una figura di spicco molto preziosa per il mondo della mixology, specie newyorkese: Audrey Saunders nel 2004.

31. Vodka Martini

Detto anche Kangaroo, questo drink è servito nell’iconica coppetta Martini, ma non vi è alcuna traccia di gin. È un cocktail vodkacentrico, in cui il distillato russo è giustamente supportato dal vermouth. Pare fosse bevuto a New York immediatamente dopo gli anni del Proibizionismo.

30. Corpse Reviver #1

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…A quanto pare no. Il Corpse Reviver #1 non è stato superato dal suo allievo, il #2. La ricetta di Harry Craddock resta insuperabile, dunque -o almeno per questo 2022: cognac, vermouth e calvados.

29. Sazerac

David Embury, nel 1948, diceva del Sazerac che fosse un parente alla lontana dell’Old Fashion, con la robustezza di una singola goccia di assenzio e senza angostura. Inizialmente si preparava con cognac, molti però preferiscono la versione con rye whiskey.

28. Zombie

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Il drink è un tiki, molto esotico e fruttato, nonostante il nome sembri spegnerne ogni tratto esotico. Gli ingredienti dello Zombie sono piuttosto semplici, il gusto è forte e dolce: succo d’ananas, lime, rum e brandy alle albicocche.

27. Vieux Carré

Come il quartiere di New Orleans dov’è nato, grazie al bartender Walter Bergeron. Il Vieux Carré si prepara con bourbon, cognac, vermouth rosso, angostura, liquore Bénédictine e bitter aromatici.

26. Amaretto Sour

Un drink dolce e spumoso che comprende albume d’uovo, oltre al liquore all’amaretto, dalle intense e insieme delicate note di mandorla.

25. Piña Colada

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La classifica si spacca a metà con il cocktail Piña Colada, un classico degli anni ’70 ma ancora oggi apprezzatissimo, specialmente nelle calde giornate estive. Il drink si può anche gradire frozen, gli ingredienti non cambiano: rum, succo d’ananas e cocco.

24. Caipirinha

Ci sono molte versioni circa la sua storia -una delle più accreditate suppone che negli anni dell’influenza spagnola si consumasse una miscela di cachaça, miele, lime e aglio, arrivata poi con il nome di Caipiriha presso Santos, in Brasile. Esistono diversi twist su questo drink, ma il più buono al mondo è certamente il classico con succo di lime, cachaça, acqua e zucchero.

23. Gin Fizz

Un classico della metà del 19esimo secolo. Il Gin Fizz è una miscela a base di gin, succo di limone, sciroppo di zucchero e soda, che toppa il drink sul finale, rendendolo frizzante. Il drink compare anche nella guida di Jerry Thomas, nel 1887 -che, tra l’altro, includeva sei ricette del drink.

22. Dark’n’Stormy

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Il drink si allaccia alle misteriose isole Bermuda. La birra allo zenzero si unisce al rum e a frapporsi tra i due vi è il succo di lime. Il Dark ‘n’ Stormy è un cocktail molto spesso associato al cocktail Moscow Mule -preparata però con il rum.

21. Clover Club

È anche il nome di un club di gentiluomini newyorkese, questo cocktail vintage servito in coppetta tonda e dal colorito rosa pallido. Gin, vermouth, succo di limone, albume d’uovo – rendono spumoso il Clover Club, mentre termina la ricetta lo sciroppo di lamponi.

20. Pisco Sour

Il drink divenne molto popolare in America negli anni ’60. Al centro, vi è chiaramente il Pisco, eccellenza alcolica peruviana, emblema dell’intero Paese. Pare che il Pisco Sour sia nato a Lima, creato dal bartender americano Victor V. Morris. Completano il cocktail angostura, albume d’uovo, succo di lime, sciroppo di zucchero.

19. Mai Tai

Rum, liquore all’arancia, lime, orzata: è un drink decisamente tropicale e dolce il Mai Tai, e ha vita molto lunga. È da sempre uno dei riferimenti alcolici più di spicco dei Paesi tropicali, da cui la miscela si è anche allontanata -restando allo stesso tempo in loco- per essere apprezzata in tutto il mondo.

18. Gimlet

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Nel 17esimo secolo, i marinai inglesi bevevano molto succo di lime per proteggersi dallo scorbuto. E il succo di lime compone al 50% il Gimlet, drink dalle origini antiche, preparato per l’altra metà con gin. A volte, in sostituzione del gin, s’impiegava la vodka. Il drink ha raggiunto popolarità negli anni ’90.

17. French 75

Un drink parigino, creato da Harry MacElhone nel prestigioso Harry’s New York Bar. Il drink comprende gin, champagne, succo di limone e sciroppo di zucchero. Raffinato, elegante, frizzante, il French 75 è molto amato dal palato femminile.

16. Americano

L’aperitivo degli anni ’60. A fare da bigliettino da visita al suo gusto secco, spigoloso, deciso, è certamente il suo colore, rosso intenso, senza ripensamenti. Uno dei grandi classici della miscelazione, il cocktail Americano si prepara con bitter italiano, vermouth rosso e dosa.

15. Bloody Mary

Il drink, di cui abbiamo parlato abbondantemente, consigliandolo oltretutto tra i rimedi per l’hangover, ha molte storie, tutte affascinanti. La più popolare si riferisce a Maria la Sanguinaria, di cui il Bloody Mary sembra essere una foto alcolica, data la predominanza del rosso nel bicchiere a cilindro. No, non è sangue, ma succo di pomodoro unito a vodka, salsa Worcestershire e altri ingredienti che v’invitiamo a scoprire.

14. Paloma

Le origini del drink sembrano risalire agli anni ’50, creato in Messico da Don Javier Delgado Corona. Parlando di Messico, è scontato che il Paloma sia preparato con tequila. Vi sono anche succo di lime, di pompelmo rosa, soda al pompelmo e sciroppo d’agave.

13. Penicillin

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Il drink è a base di scotch whisky, unito a sciroppo di miele e zenzero e succo di limone. È apprezzatissimo sin da quando è stato ideato dal bartender Sam Ross, nel 2005. Il Penicillin è un drink moderno insomma, che combina la dolcezza del miele, la freschezza del succo di limone e del liquore allo zenzero.

12. Boulevardier

Ideato da una scrittrice americana, frequentatrice assidua dell’Harry’s New York Bar di Parigi. Si chiamava Erskine Gwynne. Il Boulevardier sembra essere un’alternativa al Negroni, preparato con whisky americano, vermouth rosso e bitter italiano.

11. Moscow Mule

Servito tradizionalmente nell’iconica tazza di rame, il Moscow Mule, drink di assoluta freschezza, fu creato tra gli anni 1941 e 1946. Ne esistono differenti twist, la versione classica vede ginger beer, vodka e succo di limone.

10. Whiskey Sour

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Il drink iniziò a circolare proprio negli anni del Proibizionismo e ha dato un forte contributo alla categoria dei cocktail sour che, generalmente, includono sempre albume d’uomo per rendere spumosa l’acidità della miscela. Il Whiskey Sour si prepara anche aggiungendo succo di limone, angostura e sciroppo di zucchero.

9. Mojito

Tra i drink più famosi di sempre -citato anche da scrittori importanti dal calibro di Ernest Hemingway, il Mojito è fresco, estivo e appartiene alla categoria dei pestati. C’è tanta menta, unita al rum bianco e lo sciroppo di zucchero che rendono il Mojito un cocktail che si può quasi masticare.

8. Manhattan

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Questo drink a base di whisky ha origini davvero remote -ma ahinoi sconosciute. Se ne parlava già intorno alla fine del 1880. Esistono diverse variazioni del cocktail, dalle più dolci alle più strong. Il classico Manhattan unisce vermouth, whisky e bitter -solitamente angostura.

7. Espresso Martini

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Creato dal bartender Dick Bradsell nel 1983, questo cocktail shakerato verte tutto sul caffè -sia espresso sia in veste di liquore- unito alla vodka. Si serve in una coppa Martini e si gusta quando preferite, anche after dinner, essendo uno dei cocktail più buoni del mondo.

6. Aperol Spritz

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Potete crederci. Non è sul podio ma guadagna una posizione altissima l’Aperol Spritz, il cocktail da aperitivo a base di Prosecco, Aperol e soda. La miscela arancione con garnish di fetta d’arancia continua ad essere la scelta per eccellenza per chi ama fare aperitivo. Specie nelle città italiane.

5. Daiquiri

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Raffinato, semplice e deciso: il Daiquiri è a base di rum ed è tra le miscele insieme più fresche ed eleganti che ci convincono più di tutte. Le sue origini si devono all’ingegnere americano Jennigs Stockton Cox, ma la storia è lunga. La ricetta meno: rum, sciroppo di zucchero e succo di lime.

4. Margarita

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A un gradino dal podio, il cocktail Margarita si attesta su una posizione di tutto rispetto. Tequila, triple sec e succo di lime. Senza tralasciare l’iconica crusta di sale che borda il bicchiere -anzi, la coppa (rigorosamente) Margarita.

3. Dry Martini

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Gin e vermouth dry. Miscelati, anche se il famosissimo James Bond li preferiva shakerati. Il Dry Martini è in assoluto uno dei protagonisti più rinomati della mixology di fama mondiale. Cristallino, onesto, puro. Trasparente.

2. Old Fashioned

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Nato nel 1833, nel corso del tempo il cocktail Old Fashioned ha recitato in tanti film, e lo abbiamo visto presenziare su altrettanti banconi dei locali di tutto il mondo. Il drink a base di whisky, sciroppo di zucchero e bitter è al secondo posto dei 50 cocktail più buoni del mondo.

1. Negroni

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Medaglia d’oro all’italiano cocktail Negroni. Rosso e a base di vermouth, bitter e gin, il Negroni è un celebre twist sul cocktail Americano, nato a Firenze. È in assoluto il cocktail più buono al mondo per l’anno 2022. Chi è d’accordo?