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Whiskey Sour Day: 5 motivi per bere il versatile drink a base Bourbon

Il cocktail con oltre 150 anni di storia, festeggiato il 25 agosto, mostra tutta la sua eleganza e il suo stile grazie all’ingrediente principale, Wild Turkey Bourbon.

Non pensiate che la creatività estrema sia tra le peculiarità assolute della mixology. Di fronte a cocktail perfetti, con oltre un secolo di storia, tutto si ferma. È il caso dell’iconico Whiskey Sour, evergreen che mantiene ancora oggi un fascino contemporaneo.

Il 25 agosto è il Whiskey Sour Day

Lo sanno bene i bartender, che lo servono dai migliori locali del mondo a quelli mainstream, data la sua versatilità. Non a caso, a questo cocktail un po’ “piacione” è gradito dai bourbon lover e non solo, perchè fresco, agrumato e di facile bevuta.

Tanto che per festeggiarlo con tutti gli onori, gli appassionati del buon bere ambrato, celebrano il Whiskey Sour Day il 25 agosto. Ecco quindi le cinque caratteristiche di questo drink che ve lo faranno amare (non solo in estate), raccontate da Aldo Bruno Russo, Brand Ambassador di Wild Turkey.

1. Il suo fascino è intramontabile

Al 5° posto nella classifica dei bestseller di Drinks Intenternational, il Whiskey Sour si mantiene negli anni tra i cocktail più ordinati al mondo, sia d’estate (non a caso viene festeggiato in agosto), che quando la temperatura scende.

E il motivo è semplice. “Parente nobile dei punch nato intorno alla metà dell’800, questo cocktail ha subito nel tempo numerose variazioni, perché il segreto di una ricetta che non conosce tramonto è la sua estrema semplicità. Proprio come Wild Turkey che, nato nello stesso periodo del drink, regala al palato sensazioni interessanti con le sue note dolci e morbide di vaniglia e caramello”, racconta Aldo Bruno Russo.

2. È ideale per gli amanti del bourbon

Il bourbon whiskey, infatti, è il protagonista assoluto di questo grande classico americano che, se sapientemente lavorato, esprime tutte le sue sfaccettature dando grande soddisfazione sia a chi lo degusta sia a chi lo serve.

Perfetto per chi conosce qualsiasi nota aromatica del distillato USA, il Whiskey Sour è l’ideale anche per coloro che si avvicinano al bourbon in punta di piedi. Il merito è del sour, appunto, che aiuta ad abbattere la barriera psicologica di alcuni consumatori nei riguardi del whiskey. Pur mantenendo tutte le note del distillato, intenso e deciso, la combinazione con gli agrumi esalta le parti dolci, morbide e speziate di Wild Turkey Bourbon. Cocktail beverino, viene ampiamente apprezzato anche nella sua ricetta originale americana, che ragiona su una generosa dose di bourbon”, continua Russo.

E ciò che rende davvero interessante il drink è la longevità immutata dell’ingrediente di base. Il bourbon, infatti, è sempre rimasto protagonista di questo cocktail con solo 3 ingredienti, rendendolo riconoscibile anche modificando la parte citrica o quella dolce. Inoltre, essendo il bourbon un whiskey con maggiore struttura rispetto ai blended scotch e agli irish whiskey, è stato capace di preservare al meglio l’identità del Whiskey Sour.

3. Il Whiskey Sour è un cocktail trasversale

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Sul New York Times si scrive di Whiskey Sour per la prima volta nel 1858, ma sarà Robert Vermeire, nel 1922, a suggerire l’aggiunta del bianco d’uovo per migliorarne il gusto e la cremosità.

Qui avviene la vera svolta che segna i tratti marcati della trasversalità del cocktail, rappresentata anche nel modo in cui viene servito”, continua il bartender. Drink classico e pilastro della miscelazione moderna, il Whiskey Sour si distingue per le sue diverse modalità di bevuta.

In una raffinata coppetta, per chi ama lasciarsi avvolgere le labbra e il palato dalla cremosità del manto, in un contesto comodo ed elegante. Oppure on the rocks, in un più classico bicchiere old fashioned, ideale per quando si è in piedi. Ottimo per chi ama una degustazione più definita e fresca, è consigliabile soprattutto in estate, ma resta una garanzia di alto gradimento anche nel resto dell’anno”, suggerisce Russo.

4. È versatile come pochi

La versatilità di Wild Turkey Bourbon, con spiccate note di vaniglia e caramello, ispira interessanti bevute e si ritrova anche nelle variazioni migliori del Whiskey Sour. “Per esempio, nel Gold Rush, dove lo sciroppo al miele prende il posto dello zucchero, sostituendo completamente l’albume. Ideato da T. J. Siegel e proposto al bancone del Milk & Honey – il locale Newyorchese di Sasha Petraske – questo cocktail dal colore ambrato concentra la sua forza in soli tre ingredienti (bourbon, miele e limone), riuscendo a esaltare lo spirit come pochi drink sanno fare davvero”, racconta Aldo Bruno Russo.

Una chicca. “La sostituzione dello zucchero con il miele dà anche texture e permette di togliere l’albume dalla ricetta che, nella creazione di Siegel, richiede un bourbon high proof come Wild Turkey 101”.

Un altro suggerimento dell’esperto? “Tra le variazioni che amo di più c’è il New York Sour. Altro non è che un Whiskey Sour con l’aggiunta di mezza oncia di vino Malbech oppure di Syrah. Questo rilascia una nota tannica accentuata dalla freschezza dell’agrume, che ben si bilanciata grazie agli accenti morbidi e dolci del bourbon. Da provare il 25 agosto per celebrare il Whiskey Sour Day”, consiglia Russo.

5. La sua ricetta “semplice” richiede un alto grado di perfezione

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Chi assaggia un buon Whiskey Sour, preparato a regola d’arte, chiede un secondo giro. Ma esistono piccoli accorgimenti per riconoscere la perfezione e non incappare negli errori grossolani di una preparazione ritenuta troppo semplice. “Perché semplice non significa banale. Dopo averne prepararti a centinaia posso dire che l’attenzione alla freschezza degli agrumi è fondamentale. Che si scelga il limone o il lime per la parte acida, oppure il pompelmo se si vuole più aromaticità o l’arancia per la dolcezza”, sottolinea il Brand Ambassador di Wild Turkey.

Capitolo seguente, il bilanciamento. “Mai dimenticare di assaggiare il drink. Questo serve per tenere sotto controllo la parte acida, che andrà mitigata da quella dolce in modo da rendere il cocktail equilibrato sia al palato che al naso. Dosati tutti gli ingredienti, suggerisco di shakerarli in un Boston che consente, viste le grandi dimensioni dello shaker, di inglobare molta aria. In questo modo si garantisce una corsa fluida tra il ghiaccio e la miscela che verrà diluita al punto giusto”, spiega il bartender.

Da tenere a mente è anche la quantità corretta di ghiaccio all’interno dello shaker. “Per me sono perfetti 2/3 o poco più di ghiaccio all’interno del Boston grande. La scelta di questo strumento fa sì che i cubetti abbiano tutto lo spazio per muoversi e rompersi donando la giusta freschezza e diluizione al drink”, aggiunge Russo. Tocco del maestro, poi, il doppio filtraggio. “Poiché il drink deve risultare ben cremoso si deve eseguire la tecnica del double strain, che regala alla bevuta un manto vellutato sulla superficie del drink. Il doppio filtraggio serve inoltre per eliminare quei piccoli pezzettini di ghiaccio che al palato darebbero un fastidioso effetto crunchy”, suggerisce l’esperto di bourbon.

E per il Whiskey Sour Day, altri due segreti

 “Qualche goccia di bitter o una spruzzata di oli essenziali sulla superficie del drink prima di servirlo. Mentre per il garnish consiglio una buccia di agrume. Ottimali il limone, oppure l’arancia che si lega sempre molto bene a Wild Turkey e dà una nota di colore, spezzando la monotonia cromatica”.

Che dire. Non vi è venuta sete? Per coloro che volessero conoscere nei dettagli la ricetta, invitiamo a leggere quella di Aldo Bruno Russo e a festeggiare con noi e Wild Turkey, il 25 agosto, il Whiskey Sour Day.

La ricetta del Whiskey Sour

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Ingredienti

60 ml Wild Turkey Bourbon

30 ml succo di limone fresco

20 ml sciroppo di zucchero

10/15 ml albume o emulsionante

Gusto

Fresco e agrumato

Preparazione

Insieme al succo di limone fresco, lo sciroppo e l’albume, unire una dose decisa di Wild Turkey Bourbon all’interno dello shaker. “L’emulsione è una delle parti più importanti di questo drink, sia nella tecnica che nell’utilizzo degli ingredienti. Il Whiskey Sour deve essere infatti shakerato due volte. Ma ci sono diverse scuole di pensiero al riguardo. Una lo vuole prima agitato senza e poi con ghiaccio, mentre c’è chi inverte la tecnica. Noi di Wild Turkey utilizziamo la reverse dry shake partendo dallo shakerare gli ingredienti all’interno di un Boston riempito con 2/3 di ghiaccio, in modo che il liquido già freddo si emulsioni a dovere. Poi procediamo con una seconda agitata a secco così che il Whiskey Sour risulti di una consistenza compatta”, consiglia Aldo Bruno Russo. Per eliminare qualsiasi tipo di clips di ghiaccio filtrare due volte con la tecnica del double strain e versare il cocktail nel contenitore preferito. In coppetta oppure on the rocks in un tumbler basso.

Garnish:
Tagliare una scorzetta di limone e adagiarla sull’albume. Chi ama gli agrumi dolci e profumati, può sostituire il limone con l’arancia.

Immagini Courtesy Wild Turkey