Flavio Angiolillo e il suo libro Il Piccolo Barman

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Prendendo spunto dal celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry, ecco la favola contemporanea che racconta la vita, le emozioni e l’amore per il proprio lavoro di chi rende una semplice bevuta un mondo fuori e dentro il bicchiere tutto da esplorare

“Che cosa le posso servire da bere, signore?”. Comincia così l’amicizia fra un solitario esploratore di drink e pittore nell’animo, alla ricerca sui Navigli di “cocktail variopinti”, e un misterioso e ospitale giovane barman dallo sguardo acceso e i “capelli d’oro”, principe della mixology nel suo minuscolo regno, il più piccolo bar del mondo chiamato Backdoor 43.

Da Il Piccolo Principe a Il Piccolo Barman

Se nonostante i pochi dettagli fin qui forniti, la fantasia vi suggerisce la rivisitazione del racconto de Il Piccolo Principe, ovvero la favola più letta al mondo scritta nel 1943 da Antoine de Saint-Exupéry, avete fatto c’entro.

La poetica del testo originale trova spazio nel coraggioso libro Il Piccolo Barman (edito da Giunti Editore e disponibile in libreria dal 18 dicembre), un interessante seguito narrativo che Claudio Gallone, giornalista e consulente filosofico, ha scritto grazie alle riflessioni e agli aneddoti forniti da Flavio Angiolillo, noto bartender e imprenditore seriale che a Milano, insieme ai suoi soci, ha costruito un impero di cinque locali (Mag, Iter, 1930 Secret Cocktail Bar, Backdoor, Barba), ha scoperto comprovati talenti della miscelazione e ha segnato il netto confine tra una bevuta divertente e un bere creativo e di qualità.

Chi è Flavio Angiolillo

Se non volete andare oltre alla conoscenza superficiale, potete provare i drink di Angiolillo frequentando semplicemente i suoi locali. Ma se desiderate sapere chi è il giovane 34enne romano dallo spiccato accento francese che, con regale ospitalità, vi sta servendo il vostro drink, vi consigliamo di leggere anche il suo libro. “Sono nato a Roma e vissuto in Francia dove ho iniziato a lavorare, ma questi sono dettagli marginali che raccontano un passato trascorso alla corte di famosi chef e al bancone di alcuni bar dei Caraibi.

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Backdoor 43, Credits Immagine Backdoor 43

Il Piccolo Barman invece parla per me attraverso il mio lavoro in una sorta di trasposizione contemporanea dove il principino descritto da de Saint-Exupéry continua vivere le sue avventure e a fare incontri speciali, non in giro per il mondo, ma dal suo un minuscolo bar, il Backdoor 43”.

Il lavoro del barman

Il mio è un libro fatto di storie e sensazioni vissute con passione e che tanti colleghi, come me, si trovano a provare ogni giorno passando inosservati a uno sguardo poco attento”. Perché “l’essenziale è invisibile agli occhi” e dunque va guardato con il cuore.

Spesso i barman, o nella versione più moderna i bartender, vengono scambiati per semplici intrattenitori. Ma il nostro è un lavoro serio fatto di sacrifici, di grande sensibilità e partecipazione, di elevata capacità di ascolto e di empatia che rende il tempo della bevuta un’esperienza emozionale da voler ripetere, in cui il fattore umano è centrale”.

I personaggi de Il Piccolo Barman

La vita ci porta a incontri sbagliati e a conoscenze fortunate, ad appuntamenti disastrosi e ad amicizie speciali. Per questo il banco del bar diventa il banco di prova di pazienza, sensibilità e lungimiranza in cui desideri e bisogni del cliente vengono accolti dal barman che soddisfa e coccola il suo ospite, diventando una sorta di specialista nella cura dell’anima e della mente, un po’ confessore e tanto psicologo.

Per tre giorni, in sessioni di sette ore, mi sono raccontato affidando le mie idee e il mio sentire a Claudio Gallone, consegnando alla sua capacità descrittiva ogni più piccolo particolare vissuto all’interno dei miei locali che è stato poi illustrato da Serena Conti attraverso i volti delle persone che popolano il libro.

E l’Artemisia di Angiolillo

Esclusi i protagonisti, tra tutti i personaggi de Il Piccolo Barman il medico, la donna manager e la figura di Artemisia, ovvero la piantina di Assenzio, sono i più interessanti. “Il primo rappresenta la volontà di aiutare gli altri senza mai mettere in discussione il proprio dovere, la donna invece insegna al piccolo barman il valore dell’amicizia. Riguardo ad Artemisia, lei rappresenta l’amore, mia moglie. Ma se raccontassi di più consegnerei le chiavi di lettura che ognuno di noi, invece, deve trovare dentro di sé sfogliando pagina dopo pagina e gustando il libro come si assapora la vita e un buon cocktail. Un sorso alla volta”.

Il drink de Il Piccolo Barman

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Il Piccolo Barman, infatti non è un libro di ricette come da un bartender ci si aspetterebbe, ma un progetto originale dedicato a chi sogna di intraprendere questa professione, a chi ne è solo incuriosito e a chi la porta avanti con passione trovando sempre nuove idee e spunti interessanti.

I drink nel libro ci sono e rappresentano un gioco di colori, profumi e consistenze che provandoli regalano sapori inaspettati. “Ovviamente, ci sarà anche una drink list ispirata che prevede un Negroni speciale, Il Marinaio Sbagliato. Un drink rigenerante che non ha il gin, ma contiene una lacrima di liquore al caffè a base rum, un bitter alcolico e crema di mezcal. Per provare gli altri cocktail invece invito tutti a venire al Backdoor o in uno degli altri locali di Milano”.

Allora, siete assetati di “conoscenza”? Leggete Il Piccolo Barman e poi andate alla ricerca del più microscopico bar del mondo gestito da un giovane barman dall’accento francese.

Credits Immagini Coqtail Milano

IDENTIKIT DEL BARTENDER

Nome: Flavio Angiolillo

Anni: 34 anni

Città d’origine: Roma

Residenza: Non rinnega Roma, ama la Francia, adora Milano

Segni particolari: Dove i bartender collezionano variopinti tatuaggi, Angiolillo è costellato di simpatiche efelidi

Scheletri nell’armadio: Se entrate in confidenza, domandategli di quella volta che un cliente gli ha chiesto di preparare un mojito dopo aver fatto 20 minuti di coda…

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