Patrick Pistolesi: “Vi racconto il mio Drink Kong”

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Grazie al lavoro del bartender italo-irlandese e della sua squadra, a un anno dall’apertura il locale romano è arrivato 82esimo tra i World’s Best Bars 2019

Qual è al momento uno dei cocktail bar più interessanti di Roma? La risposta è una: Drink Kong.

Non a caso, tra gli indirizzi per bere bene in Italia, il locale di Patrick Pistolesi è entrato (a soltanto un anno dall’apertura) nella classifica dei World’s Best Bars 2019, posizionandosi 82esimo.

Per fare il bartender occorre avere principalmente due caratteristiche: essere tenace e avere le idee chiare. Quando ho aperto, far parte dei Best Bar non era un sogno ma un’aspirazione. Ho riunito la mia squadra e ho chiesto loro un impegno e una dedizione speciali, perché migliori si diventa tutti insieme. Poi, ovviamente, c’è chi ha scommesso su Drink Kong. Quindi non posso pensare di essere arrivato. Questo traguardo è solo l’inizio della gara. Il bello comincia adesso: mantenere altissimo il livello è la cosa più difficile e stimolante al tempo stesso”, dice Patrick Pistolesi seduto al grande tavolo di ciliegio della sua Ginza Room, una della sale più particolari del Drink Kong, luogo dalle tante anime che in un certo senso lo rappresenta.

Patrick Pistolesi, la carriera

Pistolesi vanta una carriera di vent’anni costruita su una passione che spesso lo ha portato ad essere un vero e proprio pioniere. È stato il primo ad aprire un gin bar in Italia e, dopo le esperienze in posti storici come il Caffè Propaganda, ha inaugurato l’innovativo Drink Kong. “Non volevo il solito speakeasy o qualcosa di altrettanto conosciuto, ma un locale diverso, un po’ sopra le righe, fuori dagli schemi”.

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Vulcanico e inarrestabile, Patrick Pistolesi c’è riuscito. Grazie anche alla sua fama che non si ferma alle porte della capitale. Lui, come lo definisce il Maestro della mixology, Salvatore Calabrese, è Mr Personality. È il bartender italo-irlandese che in pochi anni ha rivoluzionato il concetto tradizionale di cocktail coniugando passato e futuro tra nuove tecniche di miscelazione e ricette in continua evoluzione.

Sono soltanto un attento osservatore che si tiene molto aggiornato”, sorride. “Al bancone potrebbe essere seduto chiunque: il muratore o il politico, lo studente o l’attore. Io non devo far altro che capire di cosa ha voglia. Se bere un drink particolare o un grande classico, se chiacchierare in pace con chi l’accompagna, se sfogarsi della giornata andata storta o, come capita il più delle volte, festeggiare un successo. Il bar è come un grande parco giochi democratico. È il luogo d’eccellenza di ricreazione per gli adulti. Qui, non si fanno distinzioni, di fronte al bicchiere si è tutti uguali”.

Per Drink Kong, dunque, goal raggiunto e riconosciuto in poco tempo dal pubblico. Definibile “l’apertura romana del 2018” il locale di Patrick Pistolesi è stato ripagato nei mesi da un’affluenza premiante.

L’apertura romana del 2018 è Drink Kong

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Il passaparola è fondamentale. Il cliente da noi non si sente giudicato ma alleggerito della giornata, che talvolta può essere una zavorra da abbandonare fuori dalla porta”. Ed è questa la sensazione che si prova varcando la soglia del locale di Piazza San Martino ai Monti. Come se si passasse attraverso diverse dimensioni, al Drink Kong si rischia di perdersi piacevolmente in un dedalo di sale che trascinano nell’atmosfera tipica di quelle strade di Tokyo che non dormono mai, fino al cuore della modernità di New York e Londra, dove le tendenze nascono e, da lì, si diffondono.

Entrando al Drink Kong si viene accolti dal Main Bar che, come su un palcoscenico, è dominato da un bancone inserito in un grande boccascena. Ma per chi non si ferma alle apparenze del classico cocktail bar, ecco un consiglio spassionato. Preso il proprio bicchiere si passi alla sala Lounge, oppure si vada curiosando fino alla sala Musica dove, tra le serate live, si può anche riconoscere un artista in incognito che si diverte alla batteria o al basso.

Se volete sapere chi è Patrick Pistolesi, prenotate un posto alla Ginza Room, ispirata agli hidden bar di Tokyo.

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“Questo è uno dei miei luoghi preferiti. È un’area esclusiva e silenziosa, accessibile a un massimo di dieci persone, con menu e staff dedicato. Una biblioteca di etichette prestigiose di distillati e sakè in cui gli appassionati possono davvero divertirsi”, racconta il bartender.

“Potete provare tutte le sale ma prima o poi entrerete qua dentro e ne resterete affascinati. Ho girato tanto, ma uno dei Paesi al mondo che più mi colpisce resta il Giappone. Con tutte le sue sfumature e contraddizioni. Il contemporaneo che si mescola alla storia, la precisione e l’attenzione ai dettagli che sovrasta il caos delle città. Lì è facile imbattersi in piccoli angoli zen nascosti tra i curatissimi palazzi. Ed è questo ciò che abbiamo voluto ricostruire in questa sala”, conclude Pistolesi.

Contrapposizioni che affascinano e che rendono il Drink Kong un cocktail bar che assomiglia molto a chi lo ha pensato, desiderato e realizzato: poliedrico, camaleontico, che si adegua alle esigenze della clientela e al tempo stesso trasmette un senso di libertà e leggerezza. Come uno dei più interessanti locali della Capitale deve essere.

Credits Immagini Alberto Blasetti

Nome: Patrick Pistolesi

Anni: “quasi” 40

Città d’origine: Roma

Residenza: Italia-Irlanda, un bel match!

Segni particolari: “Drink Kong” fino al midollo

Scheletri nell’armadio: Se è in buona fatevi raccontare di quella volta che Salvatore Calabrese gli affidò dei bicchieri pregiati e …

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