Luca Manni, musica per i suoi cocktail

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Il nuovo bar manager del Move On, il locale multisensoriale di Firenze, aggiunge ritmo a ogni suo drink reinterpretando l’ora dell’aperitivo

Luca Manni è il nuovo bar manager del Move On di Firenze, città che da qualche anno scandisce il ritmo della miscelazione moderna in Italia. Dal podio del suo bancone dirige la squadra come un’orchestra ben affiatata, garantendo varietà e originalità dei drink proposti, le cui note alcoliche sono tutte ispirate alla musica.

Quando la musica entra nel bicchiere

Move On infatti non è solo teatro del buon bere, ma un locale multisensoriale dove la contemplazione legata al piacere del palato si mescola all’ascolto di generi musicali più svariati. Sullo sfondo di piazza San Giovanni lo spazio, dedicato ai viaggiatori quanto alla clientela fiorentina, al primo piano ha un’area dove si concentrano migliaia di dischi in vinile e centinaia di ristampe, usato e rarità. Tutte muse ispiratrici per i drink di Luca Manni serviti dal locale situato al piano strada.

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Luca Manni, da La Ménagère a Move On

Trovare i suoni giusti da abbinare ai cocktail è stata una sfida che ho accolto subito dopo la mia esperienza trascorsa a La Ménagère. Passati i mesi difficili del lockdown, pensare di essere in grado di completare l’esperienza delle prime uscite dei clienti, aggiungendo piacere anche attraverso il senso dell’udito, mi ha dimostrato quanto musica e drink siano in armonia”.

Generi musicali e stili di bevuta

Attraverso una ricerca accurata il bartender ha recuperato dallo store di Move On alcune delle canzoni più note che gli hanno dato lo spunto per creare le sue ricette originali.

Ogni drink è stato elaborato inserendo anche ingredienti freschi selezionati e di qualità, provenienti da produttori locali, o comunque italiani, in grado di esaltare le note sensoriali di ciascuna miscela abbinata poi a diversi generi musicali. Dal pop al jazz, dal soul al rock”.

Quando Luca Manni racconta del suo nuovo lavoro al Move On lo fa con passione, descrivendo nel dettaglio quella che chiama “l’arte di creare drink per molti palati”.

L’estetica del drink secondo Luca Manni

Maniacale nella ricerca dell’equilibrio e della melodia perfetta dentro e fuori dal bicchiere, il bar manager fiorentino è anche un esteta del drink bello e facile da bere. “L’aspetto esteriore è fondamentale e come dico sempre “Se è bello è anche più buono”. Per questo penso che se uno dei miei ospiti si vede arrivare al tavolo un drink piacevole nel colore della miscela e nella composizione della garnish, lo gusta più volentieri e apprezza il lavoro certosino che sta dietro alla realizzazione di quel piccolo capolavoro. Quando lo sorseggia, inoltre, non deve confondersi tra mille ingredienti, ma essere in grado di leggerli come le parole della canzone che ama di più. Questa è la scaletta che seguo ogni volta che realizzo un cocktail”.

I grandi classici di Move On

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Per l’assaggio si parte dai classici, Margarita e Daiquiri, passando per la reinterpretazione dell’Old Fashioned, drink che Manni potrebbe bere e preparare a qualsiasi ora. 

Il mio On Fashioned è un twist, arricchito da cioccolato fondente, il cui vermouth rosso home made è aromatizzato agli agrumi a cui aggiungo lo sciroppo di zucchero, sempre rigorosamente home made, che sa di vaniglia. Ideale per abbinare a un piatto, il mio cocktail può essere gustato in tranquillità anche post cena”.

I signature preferiti da Luca Manni

Ma se volete spaziare sui signature, tra i preferiti di Manni ci sono One more time, O’ sole mio ed Everyday I have the blues. “Il primo è ispirato a una delle canzoni che mi ha accompagnato al lavoro per tanti anni. Il drink a base vodka e si rifà al brano del gruppo francese Daft Punk che ricorda gli anni 2000 e i ritmi dell’Italia che si affacciava al nuovo millennio. In quel periodo andava per la maggiore il rosolio di bergamotto a cui ho voluto aggiungere l’estratto di ananas profumato al coriandolo per donare al drink energia e freschezza.

Questi ingredienti uniti all’acqua fava servono a dare inoltre una texture vellutata al palato. Un rimmel di tè matcha sul bordo del bicchiere regala infine una spinta dance al naso e aggiunge un colpo forte al gusto”.

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O’ sole mio

Canzone napoletana tra le più conosciute al mondo, O’ sole mio rimanda a tutta la bellezza italiana. “Non è una semplice canzonetta, ma una poesia musicata. Per raccontarla ho pensato a una base amaricante fortemente nostrana, come Campari, perché solo il titolo del componimento rimanda la mia mente al colore rosso. Poi ho associato il bitter a un estratto molto fresco di melone e cetriolo, più a un infuso di erbette di campo di stagione che crea un link diretto con l’estate.

La particolarità del drink si concentra in una sorpresa inserita sul top del ghiaccio pilè nel bicchiere. Ovvero, una riduzione del bitter italiano che rimane all’inizio molto densa in sospensione, per poi scendere piano piano, tirando fuori il suo carattere amarognolo”. Un po’ come a sottolineare la grazia e l’universalità della canzone partenopea che non pochi si aspettano.

Everyday I have the Blues

Ho chiamato la mia versione del Negroni bianco, Everyday I have the Blues. Tra gli ingredienti ho messo una parte di bitter bianco e una parte di gin a cui ho aggiunto un vermouth bianco home made aromatizzato allo zenzero, un po’ di ginger ale e qualche goccia di angostura. Come guarnizione una fettina di zenzero”.

Un drink altamente beverino che richiama la stagione estiva e riporta al Blues. Perché da quando al Move c’è Manni on se ne “bevono” delle belle.

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Ma se non trovaste la vostra canzone in carta, non restatene delusi. Il bar manager riuscirà a riportare le emozioni, il ritmo e i ricordi di quelle note nel bicchiere. Provare per bere.

Immagini Courtesy Move On Firenze

IDENTIKIT DEL BARTENDER

Nome: Luca Manni

Anni: 35 anni

Città d’origine: Firenze

Residenza: Firenze, in assoluto

Segni particolari: L’attenzione al design dei suoi cocktail

Scheletri nell’armadio: Andate al Move On, ne “ascolterete” delle belle

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