Benjamin Cavagna, il bartender che non beve cocktail

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Entrare al 1930 Secret Cocktail Bar è un viaggio nel tempo aperto solo a pochi. Ti sveliamo i segreti del suo head bartender Benjamin Cavagna

A Milano si trova, nascosto agli occhi dei più curiosi, uno degli speakeasy più interessanti d’Italia, il 1930 Secret Cocktail Bar. L’head bartender di questo laboratorio di mixology, aperto a pochi ospiti eletti, è Fabio Cavagna, nome d’arte Benjamin.

Varcare la soglia del 1930 è come salire sul palco di un teatro a rappresentazione iniziata. Quando la piccola porta del locale si apre, lo spettacolo comincia.

Benjamin Cavagna, regista e attore, si muove seguendo il copione della perfetta ospitalità. È molto giovane, ma maschera la sua età vestendo come un gentiluomo d’inizio secolo scorso. “Il panciotto mi piace, il doppio petto sfina”, confessa sorridendo mentre si racconta lisciandosi la barba.

Ho iniziato a frequentare seriamente i locali una decina anni fa. La vita del bar mi ha sempre incuriosito così ho provato a vedere come si stava dietro al bancone”. Risultato? “Ho cominciato dal basso, lavorando in alcuni pub e birrerie del bresciano fino ad entrare nel 2014 a far parte della famiglia del Mag (quella degli eclettici Flavio Angiolillo e Marco Russo N.d.R.)”. Fino a diventare bar manager del 1930.

Non beve cocktail, ma li assaggia per poterli proporre alla sua clientela selezionata (rientrare nel club non è facile). “La stragrande maggioranza delle persone che frequentano il locale le conosciamo da anni. Ormai sono degli amici. Chi vuole far parte della nostra Compagnia deve convincerci di essere tagliato per la vita da speakeasy”. Ritenuto idoneo potrà avere un posto in prima fila al 1930.

Qui si fa sperimentazione, si creano drink gastronomici, ma a chi lo desidera vengono serviti anche gin tonic o birra. Per Benjamin Cavagna “l’importante è rilassarsi e stare bene”. Senza tecnicismi, senza mai esagerare nello spingere un cocktail o nell’azzardare una spiegazione non richiesta, gli ospiti del ‘30 sono il pubblico attivo di questo spettacolo notturno che taglia fuori il mondo esterno.

Ospitiamo una o due volte al mese i migliori bartender internazionali e nazionali perché i nostri clienti possano viaggiare anche fuori dai confini di Milano conoscendo delle vere personalità in fatto di miscelazione”.

Da Diego Cabrera a Giacomo Giannotti, a Guglielmo Miriello. Durante questi incontri l’atmosfera si riscalda. “A volte capita di vedere il bar pieno di persone che si divertono rumorosamente. Mi piace il contrasto che si crea tra i toni accesi di alcune serate e la quieta formalità di un contesto dove l’equilibrio e la classe regnano”, continua Cavagna.

Lui adora questo luogo e lavoro, ma quando può fugge. “Nel mio poco tempo libero (tutti i barman dicono di lavorare tanto) mi piace potermi rilassare con una birretta, amo quelle artigianali, oppure godermi un calice di vino. Mi sto facendo una cultura su quelli naturali. E non declino mai un invito a provare un buon tè”.

Ecco il segreto. Se volete entrare al 1930 ora sapete con quali argomenti potete provare almeno a conquistare le simpatie del suo head bartender. Buon divertimento!

Nome: Benjamin (Fabio) Cavagna

Anni: 28

Città d’origine: Brescia

Residenza: Manager 4.0, alterna la contemporaneità a una dimensione persa in un tempo che è stato

Segni particolari: Si accarezza la lunga e folta barba scura quando riflette sulla risposta più corretta da dare

Scheletri nell’armadio: Volete testare la sua pazienza? Provate ad arrivare in ritardo a un appuntamento. E state a vedere…

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