Vi confessiamo un segreto: ecco i migliori speakeasy d’Italia

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Roma, Milano, Napoli e Firenze. Ma senza indirizzo. Degli speakeasy sembra non esserci traccia eppure esistono. Saranno davvero così irraggiungibili?

Potrebbe essere che i membri di uno speakeasy (che in inglese significa “parla piano”) vogliano urlarlo al mondo. L’entusiasmo è incontenibile ma bisogna più che mai essere discreti.

Funzionano col passaparola, con l’”ok” che proviene dai sommi vertici, funzionano senza sconti ma state attenti: se vi dicono che sono introvabili, lo sono per davvero. Non perdete tempo a cercarli perché sono così nascosti che sembrano quasi non esistere.

Gli speakeasy, 100 anni dopo l’inizio del Proibizionismo

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Courtesy L’Antiquario

Non esiste che almeno una volta nella vita non li proviate!

A prescindere dagli inediti cocktail, gli speakeasy valgono la pena per la loro atmosfera decò e per quegli anni di mixology ancora tutti da recuperare. Parliamo di quelli del Proibizionismo americano degli anni ‘20, quando il consumo di superalcolici era pressoché vietato e quindi bartender e appassionati lo facevano in silenzio, senza farsi vedere.

È così che sono nati questi locali che, se prima erano una vera e propria salvezza, adesso sono innanzitutto fascino.

I migliori speakeasy italiani

Gli speakeasy non vedranno mai la luce del sole. Una frase che non ha alcuna accezione negativa ma che va presa così com’è nel suo senso più letterale: vivono nella notte e vivono la notte, sono nascosti, sono segreti. Segreti un po’ pubblici e un po’ privati –se consideriamo il fatto che oggi vi sveliamo alcuni degli speakeasy più famosi di tutta Italia.

Famosi addirittura in tutto il mondo, come il 1930 Cocktail Bar di Milano che si è aggiudicato la 44esima posizione all’interno di The World’s 50 Best Bars.

Ecco un elenco degli speakeasy italiani accanto ai quali disegnare una casella: prometteteci che riuscirete a spuntarla il prima possibile!

Migliori Speakeasy d’Italia: Rasputin – Firenze

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Courtesy Rasputin Firenze

Tutto quello che sappiamo dirvi del Rasputin è che vi si accede suonando un campanello d’ottone. Che si trova in zona Santo Spirito, ben incastrato tra i bellissimi scorci d’arte di quella città piena di storia e ghirigori che è Firenze.

Il Rasputin ha una rampa di scale che conduce forse nel punto più rosso del capoluogo fiorentino: una sala di velluti passionali e di arredi d’epoca, in legno e tessuto e poi tante candele. Un bancone da metamorfosi perché i barman cambiano e spaziano: un giorno al bancone, un altro in sala. La bottigliera conta circa 300 etichette e il whisky lascia quasi sempre le sue tracce all’interno dei drink studiati dal team dei bartender che rendono i loro esperimenti di mixology ben calibrati ma per niente impostati.

Tutti i professionisti sono guidati dal bar manager Daniele Cancellara. Ci sono drink schiumati come birre troppo eleganti. Ci sono molte cose che si potrebbero raccontare. Vi racconteremmo anche di come fare a raggiungerlo. Se solo potessimo.

Migliori Speakeasy d’Italia: Jerry Thomas Speakeasy – Roma

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Credits Alberto Blasetti, Courtesy Jerry Thomas Speakeasy

È nell’ordine delle cose. Il Jerry Thomas ha una parola d’ordine ed è bene che la abbiate già sulla punta della lingua altrimenti resterete con l’amaro in bocca. Quello che, purtroppo, non potranno servirvi al loro bancone. Quest’anno lo speakeasy (per ben 5 volte nella classifica The World’s 50 Best Bars) compie 10 anni e noi non vediamo l’ora di scoprire se ha qualcosa in serbo.

Intanto, da più di qualche anno, ci sono tanti locali italiani che hanno in serbo i pazzeschi vermouth che il Jerry Thomas –in partnership con Distillerie Quaglia, ha creato in nome dell’aperitivo: il Vermouth del Professore.

Lo speakeasy respira d’autentico ma allo stesso tempo di rivoluzione. Sono tantissimi i seminari e le presentazioni che il locale organizza per gli appassionati di mixology.  La drink list propone cocktail sobri, con e senza garnish, così eleganti che sembrano avere la camicia anche loro, proprio come i professionalissimi bartender.

Migliori Speakeasy d’Italia: L’Antiquario – Napoli

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Courtesy Alex Frezza, L’Antiquario

Un lungo bancone soffuso quasi quanto l’atmosfera del secret bar napoletano dove ci sono forse troppi dettagli da ammirare. Innanzitutto la bottigliera che è florida di etichette che chissà in quale maniera contemporanea verranno servite all’interno dei bicchieri e delle tazze per i drink. 

C’è un angolino con un pianoforte, i tavoli bassi, la carta da parati, le poltroncine di velluto e una tranquillità che i barman stessi non osano disturbare. Presso L’Antiquario la mixology si omaggia e si esalta e si celebra in segreto. I drink sono accompagnati da piccoli taglieri, pane e acciughe ancora belle inscatolate.

La dedizione alla mixology è davvero ovunque, in ogni angolo del locale –dai quadri alle pareti alle bottiglie nei vetri e alle bottiglie negli angoli. Un luogo con la garanzia del bartender Alex Frezza, così avrete ben in mente quanto, da L’Antiquario, si beve bene.

Migliori Speakeasy d’Italia: 1930 Cocktail Bar – Milano

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Coffee Manhattan, Courtesy 1920 Cocktail Bar

Come il drink più richiesto. Il 1930 cocktail bar è una delle location ancora oggi più ambite di tutta Milano.

La prima parte del (lungo) percorso da seguire è tutta tracciata tra il Mag Cafè, il Backdoor 43 o Iter Milano: bisognerà insomma guadagnarsi la fiducia dei ragazzi dei locali del bartender Flavio Angiolillo per sperare l’accesso (da una porta? Da un armadio?) allo speakeasy segretissimo. Incrociare le dita non basta più. E in questo caso, non basta mai, perché al 1930 vogliono persone consapevoli e riconoscenti nei confronti dell’affascinante mondo della mixology che presso il locale è orchestrata dal talento del bar manager Benjamin Cavagna.

Il 1930 si sviluppa su due sale, una superiore –dove c’è il bancone, e quella sottostante, più ampia e soffusa, che un po’ somiglia al gesto di sgranchirsi le gambe. I drink sono il risultato di grande sperimentazione. E chiaramente di gioco di squadra. Vi abbiamo già svelato il trucco per guadagnarvi quello che potrebbe essere il dopocena più esclusivo della vostra vita.

Migliori Speakeasy d’Italia: Dandelion Speakeasy – Milano

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Courtesy Dandelion Secret Hidden Cocktail Bar

Nuovo di zecca nella cerchia privata degli speakeasy d’Italia, il Dandelion ha trovato nascondiglio a Milano.

Il secret hidden cocktail bar però si discosta dalla nostalgia degli anni ’20 e il risultato non è una bensì tre sale quasi alla luce del sole per via della loro luminosità e delle loro tinte chiare. Il bancone è minimale, la bottigliera è radiosa. Poi c’è la sala col camino e, scendendo in basso, c’è anche la zona per i fumatori.

Il Dandelion pare un gioco, ma accedervi non è affatto un gioco da ragazzi: c’è un rebus da risolvere, una parola chiave che ci si deve guadagnare, un codice alfanumerico personalizzato, l’indirizzo svelato il giorno stesso, soltanto cento tessere. Per pochi, cento fortunati. Possiamo parlare di drink multisensoriali? Probabilmente si.

Sono avanguardia pure le proposte della drink list firmata Dandelion e oltre ad essere simili a palcoscenici, sono anche composte da elementi che si possono mangiare, perdendosi lentamente in un’esperienza liquida e perciò immersiva.