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Remember the Alimony, il twist moderno del Negroni

Twist di cocktail classici ne esistono in quantità. Pochi reggono la prova del tempo e del gusto: il Remember the Alimony appartiene al novero di quelli che hanno superato la doppia sfida. Esito ancora più notevole se consideriamo che il drink di riferimento è uno dei grandi classici, il Negroni: tre ingredienti, un equilibrio perfetto e molte trappole sulla strada di coloro che tentano variazioni sul tema.

La storia del cocktail

L’idea vincente è venuta al bartender Dan Greenbaum. L’anno è il 2012, il luogo è il The Beagle, bar newyorkese che non ha avuto fortuna commerciale, ma che ha saputo guadagnarsi un piccolo posto sotto i riflettori. In particolare, appunto, perché qui è stato miscelato per la prima volta il Remember the Alimony: considerato da più parti come uno dei migliori drink moderni a base di sherry.

Greenbaum ha due pallini: adora i cocktail affermatisi prima del Proibizionismo e ama lavorare con pochi ingredienti. Cerca bilanciamenti basati sulla sapienza, non sui fuochi d’artificio, e non teme le sfide. Così, una sera apparentemente come tutte le altre, ecco prendere forma la sua rivisitazione del Negroni.

La ricetta del Remember the Alimony

La base di gin resta invariata, ma l’amaro Cynar prende il posto del Campari mentre il vermouth è sostituito dallo sherry fino (cioè la tipologia secca e poco alcolica). Qualche aggiustamento alle proporzioni e il gioco è fatto.

Ingredienti

  • 30 ml dry gin
  • 45 ml sherry fino
  • 45 ml Cynar

Procedimento

Prendere un mixing glass colmo di cubetti di ghiaccio. Aggiungere lo sherry, il Cynar e infine il gin. Mescolare per una trentina di secondi, così da raffreddare il drink e amalgamarlo. Filtrare in un bicchiere old fashioned contenente un unico, grosso pezzo di ghiaccio.

Garnish

Una scorza d’arancia.