Fruttati, frizzanti e da aperitivo: sono i medium drink! Ecco i quattro più celebri

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Il Bellini è sicuramente il più famoso. Ma ci sono anche il Rossini, il Mimosa e il Tintoretto. Qual è il vostro medium drink preferito?

Come una piuma. Parliamo dei medium drink che sono così leggeri da poterli bere quasi senza rendercene conto: essendo bassa, la gradazione alcolica fa il solletico al bicchiere perché va dal 2 al 21%.

Tutto in questa tipologia di cocktail è moderato – dai garnish minimali agli ingredienti utilizzati nella loro preparazione. I medium drink sono solitamente cocktail sparkling e spaziano dall’utilizzo di Prosecco, Champagne e Spumante.

Ideali come pre-dinner, sono da immaginare in un piacevole pomeriggio di sole, quando a poco a poco si fa l’ora dell’aperitivo.

Come si servono i medium drink?

Di bella presenza, di pochi garnish o nulli, i medium drink sono abbondanti e di tenue eleganza.

Si servono in tumbler alti, nelle coppe, nei calici e nelle flûte. Ma soprattutto, sono familiari: quelli di cui vogliamo parlarvi sono infatti italianissimi, inventati intorno alla metà degli anni 50 e tutt’oggi presenti nella drink list dei cocktail bar anche oltreconfine.

Prediletti dal palato femminile per via del loro gusto frizzante ma tutto sommato delicato, i medium drink si richiamano l’un l’altro per via della loro componente fruttata e delle bollicine che la rendono così vivida. La loro tecnica di preparazione è molto basica, si preparano direttamente nei bicchieri all’interno dei quali vengono serviti.

I quattro medium drink più famosi di sempre

Quel che è certo è che si tratta di proposte poco alcoliche e forse per questo dissetanti, che (dipende dalla sete) si prestano anche alle lunghe sorsate.

Chi di voi non ha mai bevuto un Rossini o un Bellini? Sono forse loro i medium drink italiani più iconici e certamente più sentiti. Ve ne segnaliamo quattro –e chissà che non vogliate ordinarne uno proprio in questi giorni.

Il Rossini

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Lo dice il nome stesso (che è però un omaggio al compositore Gioacchino Rossini) questo è un drink rosso. Ma anche spumoso e consistente. Il drink è composto da una purea di fragole unite a sciroppo di zucchero e succo di limone e Champagne o Spumante Metodo Classico.

La proporzione è rispettivamente di 1/3 e 2/3. Riguardo al procedimento, basterà raffreddare con del ghiaccio la coppa in cui servirlo, versare la purea di fragole, lo spumante e mescolare. Il garnish non potrebbe che essere una fragola a lato del bicchiere.

Il Rossini si presta bene con piatti a base di pesce e di crostacei. Ordinatene uno in primavera, quando le fragole sono dolci e buonissime. C’è chi lo definisce un vero e proprio twist sul Bellini: una rossa, rossissima alternativa.

Il Bellini

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Attenzione alle pesche! La varietà dev’essere bianca: sono loro che determinano un Bellini di successo. Il drink è uno dei più raffinati di tutto il mondo mixology, raffinato proprio per via della sua semplicità: le pesche bianche e lo Champagne o Spumante Metodo Classico.

Il primo Bellini venne realizzato a Venezia, all’Harry’s Bar nel 1948 dal bartender Giuseppe Cipriani per omaggiare Battista Bellini, pittore che proprio in quei giorni stava tenendo una mostra. Il drink si compone di due parti di spumante e una di pesca.

Il Bellini è un cocktail primaverile, ha un gusto dolce e fresco e sarà perfetto con cibi delicati come le carni bianche e con il pesce.

Il Mimosa

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Il cocktail Mimosa è a base di succo d’arancia e prosecco: entrambi sono contenuti in parti uguali (50 ml) all’interno di questo medium drink che di base viene servito in una flûte. Oltreconfine il Mimosa è apprezzato soprattutto all’ora del brunch.

Qui in Italia è richiesto invece durante il nostro momento preferito: l’aperitivo. Nasce in Francia, in un ambiente di lusso come l’Hotel Ritz di Parigi nel lontano 1925. Il drink si prepara direttamente nel bicchiere all’interno del quale è servito, semplicemente unendo e miscelando gli ingredienti.

Frizzante e vitaminico, il Mimosa si abbina bene a finger food di pesce e a piccoli sfizi piccanti.  Ps. C’è chi ci aggiunge volentieri un goccio di granatina.

Tintoretto

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Rosso come un Rossini. Ma non aspettatevi le fragole!

Il Tintoretto è un drink a base di succo di melograno e di Prosecco, Spumante o Champagne: la componente alcolica dovrà essere superiore rispetto al succo di melograno: 1/3 di succo di melograno e 2/3 di bollicine.

Il papà del drink è lo stesso del Bellini: il bartender dell’Harry’s Bar di Venezia, Giuseppe Cipriani, anche stavolta in onore di un artista: Jacopo Robusti, meglio conosciuto come Tintoretto. Il drink si serve in coppa o in flûte, precedentemente raffreddati con del ghiaccio.

Dicono sia il cocktail perfetto per festeggiare San Valentino. Che guarda caso è alle porte.