Crusta Cocktail, la ricetta

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Dal primo Brandy Crusta al più conosciuto Margarita, ecco la storia dell’invenzione di un bordo di zucchero, poi nel tempo diventato anche di sale, che ha reso unici alcuni drink

Circonda il bicchiere come una guarnizione e definisce particolari cocktail come uno di quegli ingredienti di cui non si potrebbe mai fare a meno.

È la crusta, quel bordo dolce o sapido che non si mescola al liquido alcolico se non quando questo raggiunge le labbra, prima, e il palato, poi.

Cos’è la crusta

Parte integrante del drink, la crusta consiste nel bagnare solitamente con il limone la parte alta del bicchiere che poi viene passata sul sale, lo zucchero o le spezie.

I cocktail codificati IBA come il Margarita, il Salty Dog, il Sidecar sono quelli che tutti riconoscono dal rimmel di sale che impreziosisce il drink rendendolo più equilibrato. Ma non sono i soli cocktail con la crusta esistenti. Anzi, non sono neanche i primi ad essere stati creati.

Il primo Crusta Cocktail

La prima volta che un drink ha incontrato la crusta è stato grazie al suo ideatore il barman Joseph Santini che dal Jewel of the South di New Orleans, tra il 1840 e il 1850, amava sperimentare nuovi sapori alcolici arricchiti da un bordo di zucchero.

Una decina di anni dopo, nel 1862, il “Brandy Crusta” di Santini compare citato nella Bartender’s Guide di Jerry Thomas e passa dunque alla storia segnando la strada dei più noti drink IBA.

Gli altri Crusta Cocktail

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Whiskey Crusta – Courtesy BOB Milano

Nel tempo il brandy del drink di Santini viene sostituito, secondo la fantasia dei barman, con altri distillati che danno origine a cocktail quali il Gin Crusta, il Rum Crusta, l’Applejack Crusta e il Whisky Crusta che, come afferma David A. Embury nel 1948 nel The Fine Art of Mixing Drinks, sono “solo un sour servito con stile e fantasia. La sostituzione di un distillato diverso dal brandy come base dà il nome al drink”.

Come realizzare la Crusta

La caratteristica distintiva dei “Crustas” è sempre la stessa: il drink deve essere rivestito di scorza di limone o di arancia all’intero di un bicchiere da vino o in uno in stile Old-Fashioned.

La scorza va tagliata abbastanza a lunga tanto da poter sporgere leggermente sopra il bordo del bicchiere e in modo che le labbra appoggino, durante la bevuta, sul frutto glassato, ovvero sulla crosta dolce lasciata riposare un paio d’ore come una sorta di un sigillo del bicchiere.

Dove andare a bere il Brandy Crusta

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Se volete bere l’originale non potete non passare dal Jewel of the South di New Orleans dove tutto è cominciato. Neanche un anno fa Nick Detrich e Chris Hannah hanno ridato vita al nuovo Jewel nel quartiere francese della città americana, all’interno di un palazzo in stile creolo del 1830, proponendo in carta il vero Brandy Crusta di Santini. Ma in soldoni di cosa è fatto questo drink?

La ricetta secondo Jerry Thomas

Ingredienti:

45 ml Brandy

2 – 3 gocce di Curaçao

1 cucchiaio di succo di limone fresco

1 cucchiaino di sciroppo di zucchero

1 dash di amaro

scorza di limone

Preparazione:

In un mixing glass mescolare il succo di limone, lo sciroppo, il brandy e il Curaçao. Bagnare il bordo di un bicchiere da vino con il limone e poi immergerlo nello zucchero. Sbucciare un limone e inserire la buccia pulita all’interno del bicchiere in modo che sbordi mezzo cm. Ora sorridere, come consiglia Jerry Thomas.

Garnish:

Poiché il bordo di zucchero è un ingrediente che fa parte integrante della ricetta, la crusta non è una decorazione, seppur esteticamente appagante.