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La mixology fusion di Veronica Costantino al De’ Bardi di Firenze

De’ Bardi si è subito distinto come polo fusion della mixology fiorentina. Cotture sottovuoto e infusioni, materie prime giapponesi e bitter italiani sono al centro dei nuovi signature drink in carta, pensati e preparati al bancone dalla bartender Veronica Costantino, coinvolta nel progetto ancor prima della sua apertura.

La nuova sfida di Veronica Costantino

Al bancone del nuovo indirizzo fiorentino della mixology, il De’ Bardi, c’è la bartender Veronica Costantino. Che prima ancora di gestire il bancone, era già parte viva del progetto inaugurato solo il mese scorso. In piena primavera, stagione perfetta perché momento di inizi, specialmente in un settore che si rinnova in continuazione, decretando nuove primavere con le drink list che si susseguono una dopo l’altra.

Il De’ Bardi è un lounge bar, ma è anche ristorante e wine bar. Tre declinazioni che, se vi trovate a Firenze, potete scegliere di percorrere anche nell’arco di una serata. Veronica Costantino, coinvolta sin da subito nel progetto dal proprietario del nuovo locale fiorentino, Paolo Genovese, ha saputo filtrare al meglio e concentrare all’interno dei suoi drink la storia della famiglia De’ Bardi e i richiami a personaggi illustri della città toscana. Giotto, Caterina De’ Medici e Lorenzo il Magnifico sono presenti nei nomi dei dieci signature drink creati dalla bartender, tra i quali spiccano anche due interessanti proposte analcoliche.

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La mixology “fusion” di De’ Bardi

I signature drink di De’ Bardi sono il risultato di cotture sottovuoto e infusioni, contaminate con ingredienti di altre culture, in primis materie prime giapponesi come il wasabi, lo yuzu, fermentati come il sakè oppure bitter allo shiso.

La scelta di creare delle proposte di drink fusion, dove le contaminazioni orientali emergono come necessarie per la buona riuscita delle miscele, è data anche dalla volontà di tracciare un filo conduttore con la proposta gastronomica che già gioca con queste associazioni tra materie prime toscane e ciò che c’è di più lontano e oltreconfine.

“Si tratta di una vera e propria sfida nata dall’incontro con lo chef di origini nipponiche, per creare qualcosa di unico che ancora mancava qui in città. È stimolante lavorare con agrumi, foglie e germogli che non siamo abituati a mangiare e di cui spesso non conosciamo neanche il gusto”, ci ha raccontato a proposito dell’interessante legame tra food e drink.

“La drink list di De’ Bardi nasce dalla voglia di creare un’esperienza immersiva. Ingredienti come, ad esempio, i funghi shiitake sono abbastanza difficili da dosare per via del loro gusto: prima di trovare il giusto equilibrio ho studiato le diverse cotture del prodotto per capire come evolveva nella sua complessità. Da lì è poi partito il mio processo di studio e creazione, accostandolo al distillato che già avevo in mente di utilizzare”. Ecco svelato, nelle parole di Veronica Costantino, il meccanismo su cui regge l’intera drink list di De’ Bardi.

La prima drink list di De’ Bardi a Firenze

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Ma quali sono i drink che compongono la drink list del nuovo cocktail bar a Firenze che combina storia, mixology, arte ed elementi fusion?

Partiamo dal Fusion Take, il primo drink di cui Veronica Costantino ci ha parlato e che combina il bourbon infuso ai funghi shiitake con cordiale al brodo di funghi e alloro, acido citrico e soda sul finale. Interessante è il 23 Rye, drink affumicato al legno di quercia e che unisce al whiskey il caramello salato, il limone e l’albume.

Il cocktail Capriccio ha note piccanti: assaggereste mai un drink con gin, vermouth dry (no, non è un Martini), basilico e olio piccante? Consigliatissimo anche il De’ Oriental Bardi, omaggio alla location dov’è già ben radicato -nonostante la recente apertura- il cocktail bar De’ Bardi. Il drink è a base di amaro, sakè, yuzu, gelsomino e tonica ai fiori di sambuco.

Insomma, la nuova drink list del cocktail bar De’ Bardi è ricca. Com’è Ricco il drink a base di tequila, infuso alla cipolla rossa, Ancho Reyes verde, polvere di wasabi e lime. Per gli amanti della vodka suggeriamo il cocktail De One che unisce al distillato anche la soda, shiso, umeshu e mela verde.

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L’ultimo dei cocktail in carta al De’ Bardi è un finale Magnifico con bitter, vermouth, acqua di cocco e bitter al cioccolato.  Intendevamo l’ultimo drink alcolico perché tra le due proposte zero alcol nella drink list c’è Bardipop con ananas, pop corn, limone e fiori di sambuco. Infine c’è il De Garden con mela verde, acido citrico, tonica al pompelmo rosa e una miscela liquida di erbe aromatiche.

“Amo il cliente curioso, è stimolante e divertente perché la sua disponibilità mi permette di coinvolgerlo a 360° nella preparazione dei drink. In modo da regalargli un’esperienza unica” ha precisato Veronica Costantino. Perciò ci raccomandiamo: se andate al De’ Bardi, sapete già come comportarvi.

Immagini courtesy De’ Bardi

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