Era illegale eppure ancora oggi si festeggia: il 5 giugno è il Moonshine Day!

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Il distillato artigianale di origine americana veniva prodotto illegalmente negli anni del Proibizionismo dai cosiddetti moonshiners.

Potrà sembrarvi di avere un lato oscuro se ve ne state da qualche parte con il vostro bicchiere colmo di whisky, al chiaro di luna, il 5 giugno.

Ebbene, le vostre sensazioni saranno certamente confermate perché in questo giorno, in tutto il mondo, si festeggia il Moonshine Day.

Vi chiediamo dunque di domandarvi se, un lato oscuro, ce l’ha anche la mixology: che cosa vi viene in mente? Esatto, proprio lui.

Il Moonshine e il Proibizionismo

Quel periodo che ha inizio negli anni ’30 e che tutti quanti conosciamo col nome di Proibizionismo. C’è un po’ del suo fascino anche nel Moonshine Day che è il termine con cui in America indicano la produzione illegale di distillati.

Ma una cosa alla volta. Abbiamo quindi messo in chiaro che il 5 giugno, tutto il mondo fa festa. E chiaramente bisogna farlo con qualcosa di molto alcolico e molto forte in mano. Precipitatevi dal vostro bartender del cuore oppure scegliete un’etichetta che valga la pena.

Il 5 giugno si festeggia ufficialmente il National Moonshine Day, ma che cos’è il Moonshine?

Il Moonshine è un distillato artigianale di origine americana in genere ricavato da mais, segale e malto d’orzo uniti a zucchero oppure frutta. Per farla breve, un whiskey.

Il suo nome così misterioso deriva dal fatto che la sua produzione avvenisse in segreto: stiamo parlando di un prodotto illegale. La zona più vocata alla produzione è soprattutto quella americana della Virginia e dei Monti Appalachi –perché poco abitata, piena di boschi e soprattutto di fiumi (importantissimi, dato l’ingente quantitativo d’acqua implicato nei processi di produzione).

Il Moonshine, essendo un distillato artigianale, esula dai meccanismi tipici delle grandi distillerie. Ad oggi comunque produrre Moonshine è legale e vi sono ancora micro-distillerie che imbottigliano prodotti di eccellente qualità, non affinati in botti –che è uno step molto ricorrente nelle grandi distillerie.

Moonshine: un po’ di storia

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Negli anni del Proibizionismo, per produrre il distillato, i cosiddetti mooshiners non dovevano affatto farsi vedere. Stessa cosa dicasi per chi acquistava e consumava il prodotto. Insomma, diciamo che il whiskey artigianale della storia americana rendeva tutti un po’ criminali.

Le tecniche di distillazione vennero tramandate negli anni ’30 agli americani dagli Europei che si stanziarono nella zona della Virginia. La produzione e il consumo illegale di Moonshine resistettero per ben 13 anni (il lasso di tempo in cui durò il Proibizionismo).

I moonshiners sono diventate delle vere e proprie figure leggendarie, che riuscivano a sottrarsi ai controlli (e alla forza) degli agenti federali.

Il Moonshine Day si celebra il 5 giugno

Il 5 giugno in tutto il mondo si festeggia il Moonshine e chi ha permesso la diffusione di questo incredibile, spregiudicato distillato che tutti quanti potremo ricordare sui social attraverso l’hashtag ufficiale #NationalMoonshineDay.

Non è noto chi sia il fondatore del Moonshine Day, ma la ricorrenza che celebra un distillato originariamente illegale è accettata e festeggiata in tutto il mondo.  

Dove trovare il Moonshine oggi

A oggi è possibile trovare il Moonshine anche sugli scaffali, lontano dai boschi e dai fiumi così indispensabili alla sua produzione. Siamo certi che, se vi dovesse capitare, li riconoscerete, tenendo bene a mente il fatto che questi distillati non seguono le tecniche di produzione standard delle grandi distillerie.

Vi sarà d’aiuto proprio il packaging: molto spesso, i piccoli produttori di Moonshine sono soliti confezionare i prodotti in barattoli o in lattine che ben evidenziano l’autenticità di questo distillato affascinante e tenebroso, storicamente prodotto “al chiaro di luna”.