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Poncha, il cocktail tradizionale di Madeira

L’isola di Madeira è famosa nel mondo grazie a un’antichissima foresta patrimonio dell’UNESCO, a un vino liquoroso e a un cocktail: il Poncha. Non male, per un fazzoletto di terra piazzato nelle acque dell’oceano Atlantico.

Il Poncha di Madeira

Se tornassimo indietro nel tempo di qualche secolo troveremmo l’isola disabitata. I primi insediamenti stabili risalgono al 1419-1420, quando i portoghesi reclamarono il possesso di Madeira in funzione della propria politica d’esplorazione ed espansione. Probabilmente sono stati loro i progenitori dell’odierno Poncha, quanto meno riguardo l’uso del rum come base alcolica.

Alcuni studiosi sostengono però che il seme originario sia arrivato dall’India attraverso i colonizzatori britannici. Pare infatti che il drink sia nato su ispirazione di un miscelato indiano chiamato panch e fatto con alcol, zucchero, limone, acqua e tè (oppure spezie).

Intorno alle origini del Poncha non è possibile essere più precisi. Conosciamo però un fatto acquisito: con il trascorrere del tempo è diventato il cocktail tradizionale di Madeira. Tanto che esiste un muddler appositamente costruito sull’isola per lavorare alcuni ingredienti: si chiama mexelote, o anche caralhinho.

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La ricetta del cocktail tradizionale

Due premesse, prima di proseguire. Intanto la base alcolica del Poncha dev’essere un rum ottenuto da zucchero di canna: va da sé che l’ideale è preferirne uno proveniente dall’isola di Madeira, per ragioni di coerenza. In secondo luogo, non esiste una ricetta ufficiale, di quelle sancite dall’IBA: le indicazioni che seguono sono quelle che più si avvicinano a uno standard acquisito.

Ingredienti

  • 50 ml rum
  • 40 ml succo di limone appena spremuto
  • 2 cucchiaini di miele

Procedimento

Si può utilizzare un bicchiere old fashioned oppure un collins. In un caso come nell’altro, la partenza è la medesima: bisogna versare il miele e diluirlo con un po’ di rum. Alcune ricette suggeriscono di amalgamare il miele insieme a una scorza di limone. Il passaggio successivo è riempire il bicchiere con cubetti di ghiaccio, poi colmare con il rum e il succo di limone. Una mescolata e il gioco è fatto.

Fra le varianti possibili ci sono l’uso dello shaker e l’aggiunta di 1-2 cucchiaini di zucchero al miele. Si può anche utilizzare altra frutta, in primis l’arancia, e persino raggiungere i 40 millilitri previsti mischiando differenti succhi. Il terzetto limone, arancia e pompelmo è piuttosto gettonato. Infine, c’è chi preferisce il Poncha senza ghiaccio: dunque la lavorazione avviene in un mixing glass e il cocktail viene filtrato nel bicchiere di servizio.

Garnish

Non è necessaria, ma una fettina di limone è una valida guarnizione. Anche una scorza fa la sua bella figura.