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Dal Messico al bancone: cos’è il Kahlua e come si miscela

Il Kahlua è il secondo liquore al caffè più importato al mondo. Vi diciamo come usarlo e con quali altri distillati va bene berlo

Kahlua il liquore al caffè messicano

Per chi berrebbe caffè anche all’ora dell’aperitivo –buone notizie!

Arrivano dal Messico e si miscelano a creme e distillati da così tanto tempo che i bartender non si possono sbagliare. A quanti piace godersi lo spettacolo di una bottigliera assortita che copre le spalle al bancone del locale che avete sotto casa?

Le file di bottiglie sono come collezioni di francobolli, c’è da andarne fieri ma non certo da andarne cauti. Anzi miscelare, sperimentare e inventare sono il modo migliore per mostrarle a tutti. Tra le tante etichette vi sarà certo capitato di intravedere una K, ma non di leggere per bene tutto quanto il nome.

Chiedete all’amico bartender di passarvi la bottiglia! Eccola, ricurva e scura proprio davanti a voi sul bancone: c’è scritto Kahlua. Ma a dirvi cos’è ci pensiamo noi!

Che cos’è il Kahlua?

Il Kahlua è un liquore al caffè nato in Messico ma diffuso in ogni dove: pensate che è il secondo più importato al mondo e la ragione sta nel fatto che oltre che nel bicchiere, il Kahlua ci sta bene sui gelati, nelle torte e in generale nei prodotti di pasticceria.

Chiaramente liquoroso, il Kahlua è la terra di mezzo tra food & beverage, gastronomia e mixology: un prodotto apprezzato, versatile e…che si gusta più lentamente di quanto non si faccia con un espresso in tazza.

Chiaramente liquoroso, il Kahlua è la terra di mezzo tra food & beverage, gastronomia e mixology: un prodotto apprezzato, versatile e…che si gusta più lentamente di quanto non si faccia con un espresso in tazza. Questo liquore al caffè ha riscosso così tanto successo al punto che, oltre ai drink e ai bicchieri, si merita un giorno tutto suo: il 27 febbraio è infatti il Kahlua Day

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Ma com’è fatto il Kahlua?

Come tutti i signori liquori del mondo beverage, ci sono cose (o ingredienti) che non si possono sapere. Certa è la presenza del caffè, riconoscibile già dal profumo una volta tirato via il tappo. Gli altri tre che vi possiamo svelare sono lo sciroppo di mais, lo zucchero e la vaniglia. Insomma pare essere un caffè corretto, certamente non amaro.

Tutto è dosato in modo da esaltare quanto meglio possibile ogni singolo chicco di caffè.

La percentuale alcolica del Kahlua va dal 20% al 35%.

Il suo gusto è deciso ma addolcito dalla presenza dello zucchero. Appartenendo alla categoria dei liquori infatti il Kahlua contiene alla base alcol, zucchero e acqua.

In quali drink apprezzare il Kahlua?

Se vi piace bere dolce non ci sono dubbi che questo sia il liquore giusto per voi.

E dato che il weekend si avvicina e che soprattutto l’aperitivo del venerdì è dietro l’angolo, vi suggeriamo tre must-have da chiedere al bancone.

Black Russian

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Questo drink ha tutte le carte in regola: dal 1986 è un cocktail IBA. Circa quarant’anni prima veniva invece inventato al bancone da Gustave Tops, bartender d’hotellerie al Metropole di Bruxelles.

Mi raccomando a quando ne chiedete uno: la fascia oraria consigliata per gustarlo come si deve è dopo cena. Un po’ alla maniera della tazzina di caffè e della carrellata di liquori appena prima di alzarsi da tavola.

Preparare il Black Russian è comunque facilissimo e niente v’impedirà di stupire i vostri ospiti: versate in un bicchiere Old Fashioned o tumbler basso 50 ml di vodka e 20 ml di Kahlua. E poi..non dovrete fare altro che mescolare!

White Russian

Potreste considerarla la versione angelica del Black Russian. In effetti lo si capisce già dal nome che il drink ha la coscienza pulita. Bianca, per essere precisi: a inventare il drink negli anni quaranta è stato lo stesso bartender dell’hotel Metropole di Bruxelles, Gustave Tops.

Addirittura attore nei film, il White Russian ha recitato bene la sua parte sotto ai riflettori di “Il grande Lebowski”.

Il drink è a base vodka e prepararlo è semplicissimo: basterà versare in un tumbler basso 50 ml di vodka e 20 ml di Kalhua per poi mescolare. A completare il drink, una cascata di panna fresca montata al momento shakerando con vigore. Il White Russian non ha garnish. Del resto, serve altro?

B-52

Un cocktail a strati. Per il Kahlua è motivo d’orgoglio essere il primo –e quindi la base- di questo cocktail servito in coppa Martini o in un bicchiere da shot.

Per prepararlo occorrono 3 ingredienti –perché tre è il numero perfetto. Dopo aver versato il liquore al caffè, si lascia scorrere con attenzione sul retro del bar spoon la crema di whisky che è molto più densa e si completa con l’ultimo strato, il Grand Marnier.

La diversa consistenza dei tre alcolici marcherà con precisione e bellezza le loro differenze. Non si sa chi lo abbia effettivamente inventato: per alcuni il B-52 è nato in una steakhouse in Canada. Per altri in un ristorante in California. Per altri ancora a New York.

Ma beviamoci su!