Spritz d’autore, due ricette

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Dall’originale Spritz ai twist preparati da Alessandro Iacobucci Vitoni, bar manager del Mio Lab, il cocktail bar all’interno del cinque stelle Park Hyatt di Milano

Prendete un ottimo Prosecco, l’Aperol che solo l’anno scorso ha incrementato le vendite del 40%, aggiungete una spruzzata di soda in un bicchiere con del ghiaccio servito con una fetta d’arancia e avrete lo Spritz veneziano come la ricetta originale riconosciuta dall’IBA, l’associazione internazionale dei bartender, vuole.

I numeri dello Spritz

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3D Spritz al Mio Lab, Alessandro Iacobucci Vitoni

Senza scomodare l’alta mixology, lo Spritz va orgoglioso dei suoi numeri e si mantiene tra i primi 10 cocktail più richiesti secondo Drinks International, voce alcolica autorevole che ha pubblicato la sua lista dei drink classici più venduti al mondo nel 2020.

Grazie alla sua popolarità, alla sua estrema piacevolezza al palato e alla sua immancabile presenza in carta nel 30% dei bar del mondo, questo aperitivo nato in Veneto e subito esportato con immancabili varianti è quanto di più preparato dietro al bancone.

Il primo Spritz

Ma sapete dov’è nato il primo Spritz e quando?

Allora, prima di vantarvi su dosi e ingredienti, mettete le mani avanti sulla data di nascita di questo drink poiché si racconta che sia stato ideato dai soldati austriaci di stanza nel Triveneto durante l’occupazione, più o meno negli anni che vanno dal 1815 al 1870.

Altre fonti sostengono invece che sia stato creato nel 1917, sempre dagli austriaci.

Lo Spritz di vino e acqua

Il nome Spritz, di origine austriaca, deriva da “spruzzare”, termine onomatopeico che riproduce il gesto di allungare il vino con dell’acqua gasata con la pistola da selz al fine di rendere freschi, leggeri e leggermente frizzanti quei vini bianchi italiani che proprio agli austriaci risultavano all’epoca troppo forti. Stop, tutto qui. Nessun’altra aggiunta.

Nonostante lo Spritz risulti diffuso anche in altre aree d’Italia, quali le Marche o la Campania, la ricetta dello Spritz all’inizio risultava composta da pari quantità di acqua di soda e vino bianco, poi nel tempo twistate nella più famosa variante con il liquore agrumato, l’Aperol.

L’Aperol Spritz e i suoi ingredienti

Secondo alcuni, questo specifico cocktail nasce a Padova, subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, per altri è di Treviso. Certo è che l’aggiunta del Prosecco è in realtà postuma all’invenzione ad opera di Barbieri (padre dell’Aperol nel 1919) e del suo liquore aperitivo che diventa la base con cui allungare il vino bianco fermo dei Colli Euganei.

Detto ciò, il planetario successo di questo cocktail ha determinato che nel 2011, l’Aperol Spritz, regolamentato come Italian Spritz o Venetian Spritz, per non confonderlo con quello austriaco, includendolo nei 60 internazionali IBA.

Volete provarne uno d’autore?

All’Hotel Park Hyatt di Milano ne abbiamo assaggiati due che qui vi riproponiamo nella ricetta preparata del bar manager del Mio Lab, Alessandro Iacobucci Vitoni.

Spritz 3D

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Ingredienti:

30 ml di liquore aperitivo per la sfera

10 ml di soda per la sfera

1 oliva per la sfera

20 ml di liquore aperitivo nel bicchiere

Top di Prosecco

Preparazione:

Realizzare in precedenza una sfera composta da soda e Aperol che andrà fatta solidificare in freezer attorno a un bastoncino con un’oliva. Una volta preparata sistemare la sfera al centro del bicchiere e aggiungere altro liquore agrumato, per dare consistenza al drink, e del Prosecco fino a colmare la coppa. La cosa divertente? Bevuta la parte liquida del cocktail il bar manager del Mio Lab suggerisce di eseguire un top up di Prosecco sulla sfera allungando in questo modo i tempi di degustazione del drink.

Garnish:

Una scorzetta di limone per aromatizzare e colorare il cocktail.

Spritz Royale

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Ingredienti:

40 ml di liquore aperitivo

1 top Champagne

1 dash di soda

1 fetta d’arancia

Preparazione:

In un bicchiere colmo di ghiaccio aggiungere l’Aperol, lo Champagne, più qualche goccia di soda. Mescolare con il barspoon e servire con una fetta di arancia.

Garnish:

Decorare il drink con dei frutti rossi freschi che donano quel tocco in più.

Credits Immagini Coqtail Milano