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Esportazioni Tequila da record verso l’Italia

Per il distillato di agave la produzione e le esportazioni nel 2020 hanno raggiunto in positivo i massimi storici. Su un totale di quasi 400 milioni di litri prodotti, in Italia se ne importano 1,4 milioni. Tanto che il Tequila Regulatory Council fa salire il Belpaese al 9° posto nella classifica dei maggiori consumatori di tequila.

Il tequila fa boom

Il tequila piace. Il tequila vende, eccome. E i numeri non mentono. Secondo il rapporto pubblicato dal Tequila Regulatory Council sull’andamento del distillato 100% agave nel 2020, il risultato è eccellente.

I dati indicano che la produzione, l’esportazione e il consumo, nonostante la crisi economica a livello mondiale, non solo hanno tenuto duro ma hanno ottenuto un crescita significativa rispetto agli anni precedenti.

Fiumi di tequila

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Per il Tequila Regulatory Council la produzione totale di questo spirit ha rappresentato 374 milioni di litri, con un aumento del 6,3% in più rispetto al 2019. Fiumi di tequila che nel 2020 hanno reso l’industria sempre più florida.

Con 163 aziende produttrici di tequila certificate, 8.000 produttori di agave attestati dal CRT e 1.758 marchi commercializzati in tutto il mondo.

Esportazioni tequila, i dati

Seguendo un processo normato da un severo disciplinare, la vendita di tequila non riguarda soltanto il suo paese di origine. A farla da padrone ovviamente sono le esportazioni del distillato.

Sempre secondo lo stesso Tequila Regulatory Council, proprio le esportazioni sono un anello essenziale per lo sviluppo di questa industria. Durante la pandemia, la crescita è stata esponenziale considerando il periodo: più 16,3% rispetto al 2019, con 286 milioni di litri (su 374 totali) che dal Messico hanno raggiunto ben 120 Paesi. Italia compresa.

Gli Stati Uniti battono tutti nelle esportazioni tequila

Tra i grandi appassionati “stranieri” di tequila ci sono gli Stati Uniti che da anni guidano la lunga lista dei Paesi importatori. Gli USA infatti, con 254,2 milioni di litri di distillato di agave, si aggiudicano l’88,9% delle esportazioni totali di tequila.

Ma l’indicatore del Regulatory Council messicano evidenzia anche altre presenze importanti. Tra le prime cinque potenze “tequila lover” si contano Germania, Spagna, Canada e Francia. Seguono Lettonia, Australia, Regno Unito e Colombia.

L’Italia a sorsi di tequila

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Se pensavate che l’Italia facesse da fanalino di coda nelle importazioni di tequila, vi sbagliavate.

Su 120 si posiziona tra i primi 10 Paesi importatori. Il Belpaese, per l’esattezza, si distingue per aver raggiunto il 9° posto con 1,4 milioni di litri (0,49%). E lo conferma anche il Tequila Regulatory Council secondo cui il tequila, insieme alla birra, continua a essere un elemento fondamentale nello scambio commerciale di bevande tra il Messico e l’Italia.

E la ragione del suo successo è semplice. Negli ultimi anni il distillato di agave blue ha guadagnato popolarità grazie alla miscelazione nei cocktail preparati sempre più da esperti bartender appassionati di questo spirit. L’apertura anche di locali interamente, o quasi, dedicati al tequila ne sono una conferma. Ne sono un esempio i già celebri Punta Expendio di Agave di Roma, oppure Chihuahua Tacos e Canteen a Milano.

Esportazioni tequila alle stelle

Senza pensare alla quasi totalità del panorama della miscelazione nostrano in cui il tequila, ormai da tempo, non manca mai sul bottigliere. Osservando i dati, se solo si guarda indietro, nei primi sei mesi del 2019 l’Italia ha importato oltre 789 mila litri di questo distillato.

Ovvero 45,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Un dato che conferma un trend in crescita accompagnato da un netto miglioramento della qualità raggiunta da ogni etichetta.