Chi era Dick Bradsell mixologist bartender Coqtail Milano

Dick Bradsell, il padre della cocktail renaissance londinese

Dick Bradsell (1959-2016) è mancato troppo presto, a 56 anni d’età, ma ha vissuto per due. Ha capitanato la cocktail renaissance londinese e l’ha fatto praticamente da solo.

Ha inventato una quantità di drink destinati a rimanere nella memoria e nei ricettari. È stato un ragazzino introverso, un adolescente punk e un adulto dalla curiosità vivacissima. Chi l’ha conosciuto personalmente parla di lui come di una persona molto generosa e di grande cultura.

Gli piaceva parlare con la gente ed era in grado di spaziare dal design contemporaneo alla letteratura francese d’avanguardia, fino alle più scottanti questioni di geopolitica. Senza spocchia: per il gusto della chiacchiera.

Dick Bradsell, da topo di biblioteca a ragazzo punk

Dick Bradsell nasce Richard Arthur Bradsell il 4 maggio 1959, nella cittadina di Bishop’s Stortford, una cinquantina di chilometri a nord di Londra. Cresce però a sud, sull’isola di Wight, imparando a conoscere ogni scogliera, collina o cespuglio di more. Proprio questi ultimi daranno origine al Bramble, ma questa è un’altra storia.

Ciò che lo rende un bambino peculiare è che divora libri su libri. Legge roba seria, è un topo di biblioteca che adora Il buio oltre la siepe di Harper Lee. E la reazione dei coetanei è quella tipica di fronte a ciò che non è conforme: bullismo. Forse per questo, forse no, chi lo sa, ma Dick Bradsell diventa un adolescente punk tutto ribellione e devasto. Ed è così che arriva la classica occasione che cambia la vita.

Tutto succede per colpa di una festa scatenata che terremota la casa dei genitori e la trasforma in un cumulo di sporcizia, cose danneggiate, bottiglie vuote, resti vari che è meglio non identificare. I genitori restano basiti, anche un po’ preoccupati. Si chiedono cosa fare e alla fine giungono alla conclusione che Dick deve cambiare aria. Detto fatto, lo spediscono a Londra da zio Peter Gurney, ex marinaio forgiato dalle severe regole della marina. Non poteva andargli meglio.

L’arrivo a Londra

Zio Gurney gestisce il Naval & Military Club di Piccadilly, fondato nel 1862 dagli ufficiali delle forze armate britanniche. Entrano solo i membri, per tutti gli altri è un luogo off limits. Chi ci lavora deve farlo con decoro, impegno e serietà: Dick viene messo sotto, partendo dal basso e pagato una miseria.

È cameriere, aiuta in cucina, sbriga faccende dietro il bancone del bar, per un certo periodo fa il cuoco. Alla fine inizia un praticantato di quattro anni come bartender, presso lo Zanzibar Club di Ray Cook e Pat Hassan.

Quando inizia ad avere voce in capitolo, allo Zanzibar, Dick Bradsell inizia la sua rivoluzione. Siamo nei tardi anni Settanta e a Londra si beve male: i cocktail sono preparati un tanto al chilo, la vodka aromatizzata regna sovrana, non c’è modo di trovare una tequila decente e gli ingredienti freschi nessuno sa cosa siano.

L’esatto contrario di ciò che piace a Bradsell. Così eccolo imporre cocktail classici, ricette ben eseguite, con proporzioni precise e frutta fresca. Tempo zero e i londinesi si accorgono che è una gran bella cosa, premiando lo sforzo con un entusiasmo contagioso.

L’apoteosi di Dick Bradsell

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Da qui in avanti è un trionfo: lavora in una quantità di locali londinesi, influenza un’intera generazione di bartender e suoi protegé diventano pezzi grossi (vedi per esempio Tony Conigliaro e Jasper Eyears). Presto la voce si diffonde: se dietro il bancone c’è lui, allora quello è il posto dove andare.

Negli anni Ottanta la mecca è il Fred’s Club, nei Novanta è il The Atlantic Bar. E Londra si innamora dei cocktail che inventa.

Il nome di Dick Bradsell è infatti legato a parecchi drink moderni, in primis l’Espresso Martini, il Russian Spring Punch e il già citato Bramble. Il format è semplice: bisogna partire da un’approfondita conoscenza dei classici: le basi. Poi è fondamentale puntare al bilanciamento. Significa prestare attenzione al gusto degli elementi principali e colmare le distanze fra gli uni e gli altri attraverso gli ingredienti secondari, creando in questo modo una partitura che si sviluppa in modo naturale e armonioso.

Più facile a dirsi che a farsi, e infatti pochi possono vantare l’invenzione di un cocktail che sopravvive alla prova del tempo. Figurarsi più di uno.

La fine

Il destino bussa alla porta quando Dick Bradsell sotto forma di cancro al cervello. Muore il 27 febbraio 2016, nella sua casa di Londra, accudito dall’amata figlia Beatrice (“Il dono più grande della mia vita“), dalla compagna Eline, dall’ex moglie Vikki, dai numerosi amici. Stava scrivendo un libro, lavorando a nuovi cocktail e a nuovi locali.

Se volete rendergli omaggio potreste leggere Charles Bukowski (il suo scrittore preferito), ascoltare musica punk, bere un Espresso Martini, un Russian Spring Punch o un Bramble. Magari potreste fare tutte e cinque le cose, una dopo l’altra, nel corso di una gloriosa serata commemorativa.