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I cocktail Smash: che cosa sono e come sono nati

I cocktail Smash hanno origini molto antiche –pare che i primi risalgano al 1840. Dopo un periodo di rapida ascesa, ne è seguito uno di stallo. A oggi, sono stati ripensati non tanto nella preparazione quanto nella varietà di ingredienti con cui renderli sempre più contemporanei.

Cocktail Smash o Julep?

Che cosa sono i cocktail Smash? Per aiutarvi a capire per bene di che cosa stiamo parlando, chiamiamo in causa il più famoso Mint Julep. Si tratta infatti di una categoria di drink che ha molti punti in comune, ma soprattutto molti altri di distacco rispetto ai Julep.

Le somiglianze stanno, più che altro, in uno degli ingredienti più comuni a entrambe le categorie di cocktail: le foglie di menta. La pianta aromatica è infatti utilizzata sia nella preparazione dei cocktail Smash sia nei Julep.

Eppure, molto spesso e sempre più recentemente, per gli Smash sono impiegate piante aromatiche alternative rispetto alla menta, primo fra tutti il basilico, oltre che salvia o rosmarino.

Le caratteristiche dei cocktail Smash

Ciò che è fondamentale sapere è che i cocktail Smash sono miscele freschissime che richiedono pochi ingredienti, mirati: ghiaccio tritato, erbe aromatiche, un distillato –il whisky, il brandy- e zucchero bianco.

A livello tecnico di preparazione, richiedono che la menta sia prima pestata e poi shakerata con il resto degli ingredienti –zucchero e alcolici-, mentre per i Julep la questione è ben diversa perché questa tipologia di drink si prepara con la tecnica stir.

I primi cocktail Smash

Ma quando si è cominciato a parlare di Smash cocktail? Secondo Difford’s Guide, i primi hanno fatto la loro comparsa intorno al 1840, ma la loro popolarità si attesta nel 1850.

In particolare, si preparavano Brandy Smash –il brandy era quindi il distillato prediletto nella preparazione di questi cocktail, anche se, anni più tardi, si iniziarono ad apprezzare anche i Whiskey Smash e, più tardi ancora, i Gin Smash.

Nel 1862 l’importanza degli Smash era tale che se ne parlò addirittura all’interno del famoso Bartender’s Guide di Jerry Thomas, che forniva la sua personalissima ricetta menzionando il brandy.

“1/2 cucchiaio di zucchero bianco, un cucchiaio di acqua e un calice di brandy”. Questo è quello che si legge all’interno, oltre al fatto che bisogna preparare il drink inserendo nel bicchiere del ghiaccio tritato e due rametti di menta, come per il Mint Julep. Come garnish, due fette di arancia e frutti di bosco.  

La nuova era degli Smash con Dale DeGroff

Purtroppo, la popolarità dei cocktail Smash ha risentito nel periodo a cavallo della fine del 1860. Un tentativo di salvataggio fu compiuto da Dale DeGroff a New York che, negli anni ’90 del secolo successivo recuperò questa categoria di drink affiancandola al whiskey.

Nel suo libro, The Essential Cocktail: The Art of Mixing Drinks, il bartender ammette che i Julep lo avevano un po’ annoiato, dunque aveva ripescato la ricetta dei cocktail Smash mescolando menta e limone.

Tutt’ora, molti bartender continuano a preparare miscele Smash tenendo fede alla ricetta di DeGroff e, la novità più grande sta nel fatto che spesso non si limitino a pestare le foglie di menta ma addirittura polposa frutta.

Ci sono, infatti varie ricette che impiegano le pesche oltre che alla menta, altri ancora addirittura le albicocche o l’anguria. Di cocktail Smash, insomma, ce n’è per tutti i gusti.