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Bronx, il cocktail quasi dimenticato

Ai giorni nostri la fama del Bronx cocktail non è esattamente in forma smagliante, nonostante sia una miscela classica di pregio. Di certo, oggi è meno noto se paragonato ad altri drink dedicati ai distretti di New York City: su tutti il Manhattan e il Brooklyn.

La storia del Bronx cocktail

L’invenzione del Bronx risale all’epoca che precede il Proibizionismo e, come spesso accade, non esiste univocità intorno alla data di nascita e a chi l’ha creato.

Nel primo caso parliamo comunque degli anni immediatamente a cavallo fra il 1800 e il secolo scorso: gli storici sostengono che la prima testimonianza scritta si trova infatti nell’edizione del quotidiano The Virginia Enterprise datata 15 febbraio 1901.

Perché il Bronx cocktail entri invece in un ricettario dobbiamo aspettare il 1908, quando compare in The World’s Drinks And How To Mix Them, a firma di William T. Boothby. In queste pagine si opta per parti uguali di gin, vermouth dolce e vermouth secco. Nel medesimo anno altri due libri ne parlano: Jack’s Manual di Jacob Abraham Grohusko e The Hoffman House Bartender’s Guide di Charles S. Mahoney. Grohusko e Mahoney affidano al gin un ruolo primario, all’interno del drink, utilizzandone una dose maggiore di quella dei vermouth: è la proporzione che ha vinto la prova del tempo arrivando fino ad oggi.

Chi ha inventato questo cocktail

Riguardo il nome dell’inventore, sono due le storie che ci interessano. Una racconta del ristoratore newyorkese Joseph S. Sormani, che, a seconda delle fonti, l’avrebbe creato di sana pianta oppure sarebbe partito da una ricetta scovata a Philadelphia.

Se non è stato Sormani a inventare il Bronx, allora è stato Johnnie Solon (o Solan), il bartender di un hotel di Manhattan che si sarebbe ispirato all’apertura del Bronx Zoo, avvenuta l’8 novembre 1899. In base a questo secondo racconto, dunque, il drink non prenderebbe il nome dal distretto cittadino, bensì dal suo parco zoologico.

La ricetta del Bronx cocktail

In rete si trovano voci autorevoli che adottano proporzioni differenti da quelle che indichiamo qui di seguito: fatto salvo che vermouth dolce e secco sono sempre presenti in quantità identiche, capita che il gin sia utilizzato in dosi fino a otto volte tanto, rispetto al vermouth. Inoltre, segnaliamo che la ricetta viene meglio scegliendo gin dal gusto agrumato.

Ingredienti

  • 30 ml di gin
  • 15 ml di vermouth dolce
  • 10 ml di vermouth secco
  • 15 ml di succo d’arancia fresco

Preparazione

Prendere uno shaker e inserire ghiaccio a cubetti e tutti gli ingredienti. Agitare per bene e poi filtrare in un bicchiere da cocktail (o da Martini) precedentemente raffreddato.

Garnish

Una scorza d’arancia.