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Hurricane, storia e ricetta del cocktail al rum

Il cocktail Hurricane nasce per colpa della seconda guerra mondiale e per merito (forse) di Benson Harrison O’Brien, detto Pat. La storia di questo drink ruota attorno a lanterne, bicchieri e litri di rum di cui non si sa bene cosa fare.

Hurricane, la storia del cocktail

Pur dovendo rassegnarsi a un certo grado di imprecisione, si può dire che l’Hurricane così come è conosciuto oggi nasce nei primi anni Quaranta. Esisteva però un cocktail con il medesimo nome anche nel decennio precedente: secondo alcune fonti era preparato con rum e succo di limone. Ingredienti che, in un mondo o nell’altro, tornano nella versione che coinvolge Pat O’Brien.

La guerra e l’eccesso di rum

O’Brien era il proprietario del Pat O’Brien Bar, locale di New Orleans che aveva aperto i battenti il 3 dicembre 1933. Qualche anno dopo, lo scoppio della seconda guerra mondiale aveva prodotto una curiosa conseguenza: era diventato molto più difficile importare whisky e cognac dall’Europa. Problema non da poco, tenendo conto di quanto contassero nella mixology dell’epoca.

Per contro, il rum caraibico scorreva a fiumi e non era infrequente che i distributori costringessero i proprietari dei bar ad acquistare una cassa di whisky (o di cognac) insieme ad alcune casse di rum. Non era un invito: o così o niente. Poco importa che i bartender non avessero una clientela entusiasta di questo distillato, o che non sapessero bene come utilizzarlo. Nelle difficoltà, però, si nasconde spesso l’occasione per essere creativi e trovare soluzioni originali.

Il papà dell’Hurricane?

Ed ecco entrare in scena Pat O’Brien: non si può affermare con certezza che sia stato veramente lui a inventare l’Hurricane miscelando due tipi diversi di rum insieme al succo di lime e allo sciroppo di frutto della passione. Molte fonti puntano su O’Brien, ma c’è chi tira in ballo un collega (Louis Culligan) e comunque nessuno ha ancora recuperato una fonte capace di fugare i dubbi una volta per tutte.

Perché si chiama così: la lanterna e il bicchiere

Si sa invece perché l’Hurricane si chiama così: prende il nome dall’omonimo bicchiere, che a sua volta era un omaggio a un particolare tipo di lanterna, vista soprattutto nei film ambientati durante il XIX secolo o magari nei mercatini dell’antiquariato odierni. Aveva una struttura in acciaio, ottone o rame, con una base nella quale mettere del cherosene. Uno stoppino consentiva l’accensione della fiamma e una copertura in vetro la proteggeva dal vento. Era infatti progettata per l’uso all’aperto e da qui uno dei suoi nomignoli: lanterna da uragano(hurricane lantern).

La copertura di vetro poteva avere varie forme, ma il più delle volte era allungata, con una base più ampia rispetto al vertice. Il bicchiere hurricane omaggia la vecchia lanterna: è più capiente e largo di un tumbler alto e nel corso del tempo è stato impiegato per servire cocktail come la Piña Colada, il Singapore Sling e appunto l’Hurricane.

È opinione diffusa (pur con le incertezze già ricordate) che Pat O’Brien l’abbia utilizzato per servire la prima volta il drink di sua invenzione e che da quel momento cocktail e bicchiere siano andati a braccetto.

La ricetta dell’Hurricane cocktail

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La premessa d’obbligo è che non esiste una ricetta ufficiale: fatta salva la presenza di due rum diversi e del frutto della passione, tutto il resto è lasciato all’estro dei bartender. Per questo motivo capita spesso che il succo di lime sia sostituito dal succo d’arancia o di ananas. Talvolta da entrambi. Dale DeGroff li usa addirittura tutti e tre.

Infine, pare che in origine l’Hurricane fosse preparato con uno sciroppo industriale di colore rosso e al gusto di frutto della passione: oggi si preferisce ricorrere a ingredienti freschi, mescolando parti uguali di purea di frutto della passione e sciroppo di zucchero.

Ingredienti

  • 30 ml rum scuro
  • rum chiaro 30 ml
  • 30 ml sciroppo di frutto della passione
  • 22,5 ml succo di lime

Procedimento

Prendere uno shaker, aggiungere ghiaccio a cubetti e tutti gli ingredienti. Agitare per bene e poi filtrare in un bicchiere di tipo hurricane.

Garnish

Anche in questo caso le opzioni si sprecano: c’è chi guarnisce con una fettina di ananas, chi con una fettina d’arancia e chi preferisce una ciliegina al maraschino. Una foglia di menta? Perché no!

Immagini credits Julie Couder x Coqtail, location Dry Milano – riproduzione vietata