vermouth-di-torino-ottiene-certificazione-usa-coqtail-milano

Il Vermouth di Torino IGP ottiene la Certificazione USA

Il Vermouth di Torino IGP ottiene il marchio di Certificazione USA, dopo tre anni di stretta collaborazione tra il Consorzio del Vermouth di Torino e l’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti. Un riconoscimento che consente, allo storico vino aromatizzato, di poter beneficiare della tutela da contraffazioni e imitazioni.

La vittoria di 35 produttori del Vermouth di Torino IGP e la Certificazione USA

Non è stata facile da ottenere ma finalmente, dopo tre anni, è arrivata. Il Consorzio del Vermouth di Torino IGP ha ottenuto la tutela da parte della United States Patent and Trademark Office. Un marchio di certificazione importantissimo quello USA che da oggi tutela il vermouth in uno dei mercati mondiali più floridi per quanto riguarda gli alcolici. Una buona notizia anche per i consumatori che potranno riconoscere l’originale Vermouth di Torino dalle imitazioni e contraffazioni.

Il Consorzio del Vermouth di Torino, nonostante la storicità del prodotto, è nato nel 2019 e attualmente, sotto la protezione del Consorzio, raccoglie ben 35 aziende che lavorano seguendo le regole del disciplinare approvato dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel 2017.

La storia del Vermouth di Torino IGP e la Certificazione Usa

Un’ulteriore garanzia per il vermouth, considerato uno dei prodotti alcolici più importanti del nostro Paese. Prodotto dal 700 nella regione piemontese e diffusosi, a metà dell’800, fuori dai confini italiani ha registrato prima l’apprezzamento in Spagna e in Francia, successivamente negli States. Dal 1866, infatti, il Vermouth di Torino fa parte della miscelazione americana, protagonista di numerosi cocktail storici.

Il vero colore del vermouth

Non è stato certo semplice ottenere il marchio di Certificazione USA, ma tutte le aziende produttrici del vermouth si sono messe a disposizione fornendo la documentazione necessaria al dossier redatto nel corso dei tre anni. Il Vermouth di Torino, già riconosciuto come prodotto IGP appunto, si classifica in base al colore e alla quantità di zucchero utilizzata per ogni litro di prodotto. Si prepara con vino bianco, rosato o rosso, perciò, prendendo in considerazione la corretta nuance, si parla di Vermouth Bianco, Ambrato, Rosato o Rosso.

La classificazione del vermouth: lo zucchero

Considerando lo zucchero, invece, il vermouth da disciplinare può essere extra dry – se ha meno di 30 grammi di zucchero per litro – dry se ha meno di 50 grammi di zucchero per litro, dolce se ha 130 grammi o più per litro di zucchero. Poi c’è il Vermouth Superiore, una tipologia con volume alcolico non inferiore a 17% e almeno l’impiego del 50% di vini piemontesi e aromatizzati con erbe provenienti dalla regione.

Le erbe aromatiche e le spezie

Quali sono quindi gli ingredienti principali del vermouth? Oltre a zucchero e vino sono impiegate diverse spezie ed erbe aromatiche. In particolare: anice stellato, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, maggiorana, arancio amaro, sambuco, zenzero, ginepro, origano, lichene polmonario e assenzio. Tutte queste erbe sono lasciate in infusione fino a 20 giorni e poi filtrate.

Il legame Italia-USA lo conferma il vermouth

Un passo importante, dunque, quello siglato con l’ottenimento del marchio di Certificazione USA, che tutela i consumatori da prodotti non autentici e con etichette ingannevoli. Ma soprattutto una vera e propria vittoria sul mercato e sulla tradizione che dimostra il duraturo legame che la città di Torino, e in generale la nostra tradizione alcolica, hanno con l’America, lungo la via della miscelazione.