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I migliori cocktail bar di Barcellona

Un viaggio tra i cocktail bar più frequentati della città catalana. Una guida di Barcellona per esperti bevitori e gaudenti conoscitori di mixology, barrio dopo barrio.

Dove andare a bere a Barcellona

Emblema della nuova e alta miscelazione, nonché prossima meta della manifestazione che ogni anno premia le eccellenze globali del bere bene, The World’s 50 Best Bars, la città si dimostra ricca di locali di rilievo. Ecco tutti cocktail bar di Barcellona da non perdere.

Migliori cocktail bar di Barcellona, 14 De La Rosa

Nel quartiere residenziale di Gràcia si trova un intimo cafè&cocktail bar, il 14 De La Rosa, situato nell’omonima via. Di proprietà del britannico Dean Shury, il locale si presenta come uno spazio raccolto e familiare. In poche parole classico ma confortevole, squisito e autentico senza essere stucchevole. 

Ho lavorato e girato molto, dal bar dell’Hotel Le Pigalle a Parigi a quello del Chiltern Firehouse di Londra, ma preferisco Barcellona che si è rivelata la scelta migliore per aprire uno street bar elegante ed essenziale. Due esempi storici sono Dry Martini e Boadas”, dice Dean Shury che invita a provare il suo 14 De La Rosa, giunto di recente al massimo riconoscimento delle tre stelle, come Top Cocktail Bar al Madrid Fusión.

Cocktail suggeriti? Gimlet, French 75 ed Espresso Martini, capolavori classici con tocchi d’innovazione.

Boadas Cocktail Bar

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Verso Raval incontrerete la Cattedrale dei cocktail. Il Boadas, aperto nel 1933, è il tempio dei cocktail classici che mantiene granitica la sua tradizione attraverso i drink che prepara. Una visita è d’obbligo per chi non si trova a Barcellona solo di passaggio.

Il cocktail bar più antico della città non possiede una drink list stagionale, per ordinare dovrete solo avere un’ottima conoscenza dei cocktail. “A chi è indeciso proponiamo un classico che contenga almeno il distillato che preferisce, oppure la Bibbia dei Cocktail in cui sono elencati centinaia di drink”, spiega Adal Márquez che presto però lascerà Boadas per un suo nuovo progetto nel Raval, in Calle Joaquin Costa, il Bareto Olimpic.

E per un viaggiatore che vuole essere stupito? “Tutti restano incantati dal gusto del nostro Martini realizzato con una versata speciale”. Per scoprirlo però dovrete passare al Boadas.

Migliori cocktail bar di Barcellona: Crêpes Al Born

Buoni cocktail, ottime vibrazioni, atmosfera incandescente. Se amate bere bene e volete divertirvi fate un salto al Crêpes Al Born, un cocktail bar davvero sovversivo a partire dalla proposta.

Siamo gli unici che servono anche crêpes. E l’atmosfera ci rappresenta: avvolgente, calda e invitante come i cocktail e i piatti che serviamo”, spiega l’head bartender argentino Ema Giacone. Il locale, inutile dirlo, è un’attrazione. Situato vicinissimo al Passeig del Born è meta quotidiana di tanti visitatori assetati di allegria.

Non aspettatevi di poter chiacchierare in tranquillità nelle ore di punta. Quando l’atmosfera si fa caliente e il tono delle voci si alza, ad aumentare il senso di festa ci pensa il personale colpendo i grandi lampadari appesi al soffitto che iniziano a volteggiare creando un gioco di luci molto piacevole.

Dr. Stravinsky

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Proseguendo per El Born, all’angolo​​ tra Carrer dels Mirallers e Carrer del Brosolì c’è Dr. Stravinsky, la coctelería artigiana. Vi basterà farvi servire uno dei suoi cocktail per capire che siete arrivati in luogo fuori dal comune.

Osiamo con qualsiasi tecnica e ingrediente in modo da rendere unico ogni cocktail. Due esempi. Per realizzare il nostro Fatty Paloma portiamo a 50°, per 6 ore, del formaggio Cheddar messo in infusione nel tequila e mezcal. Prendiamo poi dei peperoni e li lavoriamo con zucchero e spezie di cajun fino a ottenere uno sciroppo. Tocco finale, il succo di lime e una soda al pompelmo fatti in casa. E sul bicchiere, un rimmel di sale e spezie”, svela il bar manager Cesar Montilla.

Volete un gin tonic? Vi serviranno Camp Nou, che gli si avvicina senza esserlo perché è fatto con sciroppo di basilico, aneto, coriandolo, lime, camomilla e gin.

Lilith & Sons

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Uno dei pregi del Lilith & Sons, ne El Poble Sec, è che ha cambiato la vita notturna del quartiere. Entrando respirerete aria di libertà. Questa è l’idea che tre amici e soci in affari hanno fatto coincidere in un unico spazio diventato, in pochi anni, un cocktail bar molto conosciuto.

Volevamo trasferire il concetto d’irriverenza, trasparenza, libertà e ci siamo riusciti attraverso la figura mitologica di Lilith, un po’ strega e un po’regina della notte, un po’ demone e po’ una pioniera femminista. Grazie a questa ispirazione il nostro locale è diventato un rifugio per curiosi e amanti del buon bere, come per gente dalla mente aperta, interessata al mondo delle arti grafiche, della musica, della moda, del design, della cultura street e underground, dei tatuaggi”, spiega il parigino Baptiste Etcheverry, uno dei soci del locale.

Unico must: godetevela.

Migliori cocktail bar di Barcellona, Mariposa Negra

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A fianco a Paradiso si trova Mariposa Negra, il cocktail bar di Luca Corradini, bartender italiano appassionato di romanzi che ha dedicato il suo locale allo scrittore Carlos Ruiz Zafón. “Il romanziere catalano, deceduto nel 2020 aveva il suo studio in un seminterrato proprio ne El Born“, spiega Corradini.

Buttando un occhio oltre le vetrine sulla strada noterete i coloratissimi bicchieri e contenitori che fanno bella mostra di sé sugli scaffali e sul bancone. “Sono stati disegnati e realizzati tutti da noi, in base ai colori e agli aromi di ogni cocktail, con una stampante 3D”.

Che fate lì impalati? Entrate a sorseggiare uno dei cocktail realizzati con ingredienti home made. Un consiglio: fatevi servire Malaostia creato miscelando limoncello e sale dell’Himalaya, limone, basilico fresco e boldo.

Marlowe

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I vecchi frequentatori di Barcellona ricorderanno che 40 anni fa in Carrer del Rec, ne El Born, si trovava il noto Gimlet Bar. Un gruppetto di soci, quasi nove anni fa, ha deciso di rilevare il vecchio locale ristrutturandolo, dandogli un nuovo nome e trasformandolo in posto di successo. Intimo, sobrio e accogliente.

Il Marlowe prende spunto da un personaggio di Raymond Chandler, il detective appassionato di Gimlet cocktail. Per noi era importante mantenere un certo collegamento con le origini”, spiega Marc Pinotti, co-proprietario del locale. Speciali anche i drink. “La cocktail list che proponiamo presenta una parte di signature con ingredienti stagionali, una parte ispirata ai twist on classic e una dedicata a drink di altri locali che ci hanno colpito”, dice Lorenzo Miglietta, socio del Marlowe.

Se non sapete cosa scegliere gli esperti vi prepareranno qualcosa su misura.

Paradiso

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L’ultima selezione fatta da The World’s 50 Best Bars ha messo sotto i riflettori diversi quartieri di Barcellona: dall’Eixample a Gràcia, da Raval a El Born. Quest’ultimo è il quartiere più ricco di locali degni di nota e, soprattutto di sosta. In testa al lungo elenco si trova Paradiso, il cocktail bar che ha reso Barcellona una delle capitali europee della mixology.

Grazie anche a riconoscimenti come il 3° posto nella classifica dei The World’s 50 Best Bars, Paradiso si fa notare ogni giorno per la lunga coda di appassionati che parte da Carrer de Rera Palau e gira per almeno metà dell’isolato.

L’idea iniziale era di realizzare un busy bar raffinato. Oggi siamo anche uno dei pochi ad aver seguito la strada della sostenibilità azzerando al 90% gli scarti delle nostre lavorazioni”, spiega la bar manager del Paradiso Lab Aurora Almenar.

I migliori locali di Barcellona: Sips

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Sips è il locale che dovete godere, come suggerisce il nome, a piccoli sorsi. Ritornando più volte. Simone Caporale e Marc Alvarez, coppia italo-spagnola che ha inaugurato il locale dell’Eixample, promette un’esperienza multisensoriale unica. Grazie anche a un layout del locale inusuale per un cocktail bar e a cocktail sbalorditivi.

Il bancone è sostituito da una station da cui il nostro lavoro è visibile ovunque uno si sieda. Tutto è stato pensato in modo che gli ospiti si possano concentrare solo sui cocktail e non sulla spettacolarizzazione di tecnica ed esecuzione dei drink”, sottolinea Caporale che ha visto raggiungere Sips il 37° posto nella lista dei Worlds 50 Best Bars.

Consigliare un cocktail è riduttivo. La carta segue le stagioni, ma ci sono drink che restano dei best seller. Uno è Compressed, l’altro Primordial.

The Alchemix Eixample

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A Barcellona c’è un gastro-cocktail bar e si chiama The Alchemix. Situato nel centro dell’Eixample e di proprietà Ignacio Ussía, il locale si ispira alla magia di piatti e cocktail del ristorante Gaggan di Bangkok dove lo stesso bartender ha lavorato.

The Alchemix dà forma a un menu da cui fuoriescono drink e piatti che miscelano cocktail interessanti a cucina sofisticata. “In prevalenza ho scelto di utilizzare ingredienti che giochino sulle consistenze quanto sull’effetto sorpresa”, racconta Ignacio Ussía.

Teatro, sperimentazione e multisensorialità sono strettamente legati ai piaceri del palato”, continua Ussía che ha trovato la chiave per proporre un classico cocktail come Bloody Mary in versione solida da assaporare tra piccoli coni di cialda al sesamo bianco, ripieni di tartare di aragosta e gamberi e bocconi alcolici di pomodoro speziato.

Two Schmucks

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Dagli anni ’90 il quartiere El Raval ha iniziato a vivere una fase di riqualificazione. “Oggi è uno spaccato originale di Barcellona, un melting pot di cultura, arte e architettura di etnie differenti”, spiega Juliette Larrouy, bar manager parigina del Two Schmucks arrivato 11° tra i migliori cocktail bar del mondo.

Juliette Larrouy guida il locale di Carrer de Joaquín Costa realizzando al contempo cocktail superlativi dai sapori puliti, netti, con ingredienti non convenzionali. “Adoro l’energia di questo spazio che rappresenta tutti i caratteri, i colori e la vitalità del quartiere“, afferma Larrouy.

Drink consigliato? Garam Sour, con bourbon, un mix di spezie indiane, limone, amaro e cordiale alle arachidi, burro affumicato, whisky e soda. Da Two Schmucks è pieno? Optate per Fat Schmuck e Lucky Schmuck, concept diversi stessa garanzia.

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