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Come si produce l’assenzio?

La sua trasparenza mette in chiaro l’utilizzo di almeno nove erbe infuse nel processo di produzione che avviene all’interno di un piccolo alambicco di rame. Oggi scopriamo insieme come si produce l’assenzio.

Produrre assenzio è una lunga storia

Nel corso del tempo, l’assenzio ha ottenuto il benestare di personaggi che non ci sono proprio indifferenti: ispirò i poeti maledetti –primo fra tutti Baudelaire– e addirittura ne scrisse Hemingway. Giusto per citarne un paio.

Probabilmente il fascino del distillato di erbe noto a tutti come assenzio sta proprio in quel suo carattere proibitivo affibbiatogli dal corso stesso delle sue vicende.

Infatti, la circolazione e il consumo di assenzio vennero a lungo vietati in Francia (nel 1915), in Italia (nel 1929) e in Svizzera ancor prima (nel 1910) e per una ragione particolare: l’assenzio contiene un principio attivo, il Tujone, la cui una delle molecole è molto simile a quella del principio attivo della cannanabis, il THC.

Che poi, in realtà, attraverso il metodo della distillazione, tale principio attivo viene meno, ma una minima presenza di Tujone è comunque specificata da chi produce assenzio.

Comunque, pare che a quei tempi causasse delle forti allucinazioni che facevano letteralmente perdere la testa a uomini e donne specialmente nei caffè parigini. Tra l’altro, il carattere incolore stesso dell’assenzio –che è infatti trasparente- riusciva a renderlo “innocuo” agli occhi sospetti della polizia.

Prime tracce della produzione di assenzio

Ma chi fu il famigerato inventore dell’assenzio? Si pensa che sia nato da un medico francese in un paesino svizzero nella Val de Travers: lui era Pierre Ordinaire, e conosceva alla perfezione i processi di distillazione.

Inizialmente utilizzato a scopi curativi, come rimedio contro la malaria, il medico francese creò quello che s’iniziò a chiamare “Elisir all’’assenzio”.

Eppure, resta il dubbio che la paternità –anzi, la maternità dell’assenzio sia da attribuire alla signora Henriod che, sempre nella Val de Travers, preparava in casa e serviva il distillato d’erbe ai suoi ospiti. Addirittura due anni prima rispetto al medico francese, e cioè nel 1768.

Come si produce  l’assenzio: le botaniche

Il processo di produzione verte tutto sulla distillazione di particolari botaniche. Quante? Anche venti, come recita il suo disciplinare. Ma quelle che proprio non devono mancare sono nove:

  • menta
  • liquirizia
  • semi di finocchio selvatico
  • melissa
  • anice verde
  • anice stellato
  • assenzio grande
  • assenzio gentile
  • isoppo

Vi diremo più avanti quando entrano in gioco

Oggi come si produce l’assenzio?

Botaniche-dell'Assenzio-Coqtail-Milano

Produrre assenzio richiede una grande padronanza dei metodi di distillazione che si concentrano tutti in un alambicco discontinuo di rame che deve avere una capienza compresa tra i 100 e i 120 litri, per poter contenere 50 litri di acqua e 50 litri di alcol.

Il processo di distillazione è piuttosto lungo, dura infatti diverse ore. Il tempo di infusione delle spezie che abbiamo citato nel paragrafo precedente, può protrarsi addirittura per una notte intera, tuttavia resta un segreto dei produttori.

Al termine del processo di distillazione si raggiunge un risultato preciso: una miscela trasparente di gradazione alcolica compresa tra i 65 e i 75 gradi.

Non è impiegato zucchero nella produzione di assenzio: molto spesso esso veniva aggiunto da chi era solito consumarlo, utilizzando un cucchiaio da assenzio e una “fontana” apposita. Alcuni preferiscono consumarlo così tutt’ora.

Avrete di sicuro visto o sentito parlare dell’assenzio verde: il colore si deve all’utilizzo di erbe quali menta, melissa e Isoppo lasciate in infusione dopo la distillazione.

Che sapore ha l’assenzio?

L’assenzio preserva una nota dolciastra per via della presenza dei semi di finocchio selvatico e della liquirizia.

La sua alta gradazione alcolica rende l’assenzio un distillato di erbe che potrebbe farvi addirittura lacrimare, se lo mandate giù in un sorso solo. Sul palato, presenta sentori profumati di anetolo ma sul finale permane un sapore amarognolo.

A oggi l’assenzio è facilmente riconoscibile perché la miscela trasparente ha delle sfumature violacee e azzurre, tant’è che alcune produzioni sono definite Bleu.

Come si beve l’assenzio?

Se si vuole bere l’assenzio in purezza, sarà meglio farlo in modo molto preciso, seguendo piccoli step. Innanzitutto, versare l’assenzio nel bicchiere e poggiare su di esso un cucchiaino con su adagiata una zolletta di zucchero.

A questo punto, bisognerà versare sulla zolletta di zucchero dell’acqua ghiacciata, che porterà lo zucchero a sciogliersi finendo direttamente nel bicchiere che contiene assenzio. Potete diluire l’assenzio con acqua in base alle vostre preferenze.

Ricordatevi che è importante berlo freddo.